Salve a tutti! Ho un quesito un pò particolare...In un'azione di accertamento negativo (credito Enel), l'importo riportato in fattura ammonta ad euro 5300. Posto che di sicuro c'è solo la possibilità di eccepire la prescrizione di alcune annualità, oltre a generiche contestazioni sulla tardività del conguaglio e sulle modalità di sostituzione del contatore, il quesito è: rinunciando espressamente a parte del petitum nella citazione stessa (300 euro) l'attore può ottenere il radicamento della causa dinanzi al GdP (oltre all'abbattimento del contributo unificato, che non guasta mai)? Grazie a chi vorrà rispondermi. Avv. Emiliano D'Angelo - Caserta
> Salve a tutti! Ho un quesito un pò particolare...In un'azione di > accertamento negativo (credito Enel), l'importo riportato in fattura > ammonta ad euro 5300. Posto che di sicuro c'è solo la possibilità di > eccepire la prescrizione di alcune annualità, oltre a generiche > contestazioni sulla tardività del conguaglio e sulle modalità di > sostituzione del contatore, il quesito è: rinunciando espressamente a > parte del petitum nella citazione stessa (300 euro) l'attore può > ottenere il radicamento della causa dinanzi al GdP (oltre > all'abbattimento del contributo unificato, che non guasta mai)? Grazie > a chi vorrà rispondermi. > Avv. Emiliano D'Angelo - Caserta
Se ho capito bene (azione di accertamento negativo) il tuo cliente è il consumatore che intende contestare la debenza, in tutto o in parte, di quanto richiesto con fattura da Enel.
Se così è, penso semplicemente che lui dovrebbe *pagare* quella parte della fattura che ritiene corretta e dovuta o rispetto alla quale comunque non può proporre eccezioni di plausibile accoglimento in giudizio (ad esempio 2000EUR).
In questo modo la parte controversa diverrebbe di 3300 e rientrerebbe nella competenza del giudice di pace.
Non avrebbe invece senso che lui "rinunciasse a contestare" la parte eccedente, senza anche contestualmente pagarla, perchè comunque poi ENEL potrebbe, anzi sicuramente farebbe, volendo azionare per l'intero il suo credito, domanda riconvenzionale per 5300, determinando lo spostamento in Tribunale. Inoltre, questa rinuncia alla contestazione sarebbe una ottima base per l'emissione di una ordinanza per somme non contestate.
Meglio pagare quanto si ritiene dovuto, anche per scongiurare una possibilissima compensazione delle spese agli esiti di un giudizio in cui, contestando tutto, risulterebbe parzialmente soccombente anche qualora fosse riconosciuto che alcune voci non sono dovute.
La soccombenza parziale l'avevo già messa in conto, dal momento che qui da noi molti giudici tendono a compesare le spese nei giudizi di opposizione anche quando il petitum viene pienamente accolto, per il semplice fatto che la contestazione non riguardava l'intero credito fatto valere dal convenuto/resistente! Ma in un caso come questo (io sono abituato a ragionare soprattutto in termini di ruoli e accertamenti tributari), l'effetto sospensivo del credito Enel deve essere invocato dall'attore con apposita istanza cautelare unita alla citazione o è un effetto automatico della proprosizione dell'azione? Avv. Emiliano D'Angelo
On 9 Feb, 19:17, Tiziano Solignani <solign...@solignani.it> wrote:
> > Salve a tutti! Ho un quesito un pò particolare...In un'azione di > > accertamento negativo (credito Enel), l'importo riportato in fattura > > ammonta ad euro 5300. Posto che di sicuro c'è solo la possibilità di > > eccepire la prescrizione di alcune annualità, oltre a generiche > > contestazioni sulla tardività del conguaglio e sulle modalità di > > sostituzione del contatore, il quesito è: rinunciando espressamente a > > parte del petitum nella citazione stessa (300 euro) l'attore può > > ottenere il radicamento della causa dinanzi al GdP (oltre > > all'abbattimento del contributo unificato, che non guasta mai)? Grazie > > a chi vorrà rispondermi. > > Avv. Emiliano D'Angelo - Caserta
> Se ho capito bene (azione di accertamento negativo) il tuo cliente è il > consumatore che intende contestare la debenza, in tutto o in parte, di > quanto richiesto con fattura da Enel.
> Se così è, penso semplicemente che lui dovrebbe *pagare* quella parte > della fattura che ritiene corretta e dovuta o rispetto alla quale > comunque non può proporre eccezioni di plausibile accoglimento in > giudizio (ad esempio 2000EUR).
> In questo modo la parte controversa diverrebbe di 3300 e rientrerebbe > nella competenza del giudice di pace.
> Non avrebbe invece senso che lui "rinunciasse a contestare" la parte > eccedente, senza anche contestualmente pagarla, perchè comunque poi ENEL > potrebbe, anzi sicuramente farebbe, volendo azionare per l'intero il suo > credito, domanda riconvenzionale per 5300, determinando lo spostamento > in Tribunale. Inoltre, questa rinuncia alla contestazione sarebbe una > ottima base per l'emissione di una ordinanza per somme non contestate.
> Meglio pagare quanto si ritiene dovuto, anche per scongiurare una > possibilissima compensazione delle spese agli esiti di un giudizio in > cui, contestando tutto, risulterebbe parzialmente soccombente anche > qualora fosse riconosciuto che alcune voci non sono dovute.
> Ma in un caso come questo (io sono abituato a ragionare soprattutto in > termini di ruoli e accertamenti tributari), l'effetto sospensivo del > credito Enel deve essere invocato dall'attore con apposita istanza > cautelare unita alla citazione o è un effetto automatico della > proprosizione dell'azione? > Avv. Emiliano D'Angelo
Ma la fattura Enel non è mica titolo esecutivo... Non devi chiedere nessuna sospensione, se Enel vorrà un titolo esecutivo dovrà condurre a termine il procedimento e vincerlo, almeno in parte. Se presenterà a parte un ricorso per ingiunzione, potrai poi opporlo eccependo la litispendenza.
Verissimo questo, ma io mi ponevo il problema soprattutto per la possibilità che controparte ha di sospendere la fornitura a danno del cliente...Ovvio che la litispendenza dovrebbe costituire un notevole deterrente in questo senso, ma con "bestioni" come l'Enel è sempre meglio andarci molto cauti!
> Ma la fattura Enel non è mica titolo esecutivo... Non devi chiedere > nessuna sospensione, se Enel vorrà un titolo esecutivo dovrà condurre a > termine il procedimento e vincerlo, almeno in parte. Se presenterà a > parte un ricorso per ingiunzione, potrai poi opporlo eccependo la > litispendenza.
> Verissimo questo, ma io mi ponevo il problema soprattutto per la > possibilit che controparte ha di sospendere la fornitura a danno del > cliente...Ovvio che la litispendenza dovrebbe costituire un notevole > deterrente in questo senso, ma con "bestioni" come l'Enel sempre > meglio andarci molto cauti!
Mi sembra di parlare con mia moglie che mi pone un problema ottiene la risposta e poi dice che in realt il problema che le interessava era un altro :-)!
Dunque, parliamo dell'esperibilit dell'eccezione stragiudiziale di inadempimento pendente lite e non di sospensione di (peraltro inesistenti) titoli esecutivi.
A mio giudizio, sicuramente la sospensione della fornitura sarebbe contraria alla buona fede nell'esecuzione del contratto e non sarebbe giustificata una eccezione di inadempimento quando il credito gi sub judice.
Di fronte ad una eventuale sospensione, che non credo farebbero mai, potresti sempre chiedere un cautelare (questa volta necessariamente in Tribunale, visto che il gdp non competente per i cautelari) sul punto.
> > Salve a tutti! Ho un quesito un pò particolare...In un'azione di > > accertamento negativo (credito Enel), l'importo riportato in fattura > > ammonta ad euro 5300. Posto che di sicuro c'è solo la possibilità di > > eccepire la prescrizione di alcune annualità, oltre a generiche > > contestazioni sulla tardività del conguaglio e sulle modalità di > > sostituzione del contatore, il quesito è: rinunciando espressamente a > > parte del petitum nella citazione stessa (300 euro) l'attore può > > ottenere il radicamento della causa dinanzi al GdP (oltre > > all'abbattimento del contributo unificato, che non guasta mai)? Grazie > > a chi vorrà rispondermi. > > Avv. Emiliano D'Angelo - Caserta
> Se ho capito bene (azione di accertamento negativo) il tuo cliente è il > consumatore che intende contestare la debenza, in tutto o in parte, di > quanto richiesto con fattura da Enel.
> Se così è, penso semplicemente che lui dovrebbe *pagare* quella parte > della fattura che ritiene corretta e dovuta o rispetto alla quale > comunque non può proporre eccezioni di plausibile accoglimento in > giudizio (ad esempio 2000EUR).
> In questo modo la parte controversa diverrebbe di 3300 e rientrerebbe > nella competenza del giudice di pace.
> Non avrebbe invece senso che lui "rinunciasse a contestare" la parte > eccedente, senza anche contestualmente pagarla, perchè comunque poi ENEL > potrebbe, anzi sicuramente farebbe, volendo azionare per l'intero il suo > credito, domanda riconvenzionale per 5300, determinando lo spostamento > in Tribunale. Inoltre, questa rinuncia alla contestazione sarebbe una > ottima base per l'emissione di una ordinanza per somme non contestate.
> Meglio pagare quanto si ritiene dovuto, anche per scongiurare una > possibilissima compensazione delle spese agli esiti di un giudizio in > cui, contestando tutto, risulterebbe parzialmente soccombente anche > qualora fosse riconosciuto che alcune voci non sono dovute.
Eheh, meglio giocare a carte scoperte a questo punto: la fornitura che l'Enel andrebbe a sospendere, semmai non si fosse capito, è quella di casa mia! Non so se succede anche a voi, ma le cause "familiari" sono sempre quelle che mi sendono più timoroso e confuso (a parte il fatto che non ho grand dimestichezza con il civile...). L'idea di provocare il radicamento della causa dinanzi al GdP nasceva soprattutto da una preoccupazione: essendo l'azione basata su alcune recenti pronunce di vari giudici di pace, di quanto scemerebbero le possibilità di accoglimento da parte del giudice togato? Comunque, penso che me la giocherò ugualmente in tribunale: se non altro, essendo fondata l'accezione di prescrizione, posso contare su una probabile compensazione delle spese...Grazie dei suggerimenti! Avv. Emiliano D'Angelo
On 10 Feb, 12:18, "Avv.Mirco MInardi" <i...@mircominardi.it> wrote:
> On 9 Feb, 19:17, Tiziano Solignani <solign...@solignani.it> wrote:
> > Il 09/02/2010 17.34, Bergkristall73 ha scritto:
> > > Salve a tutti! Ho un quesito un pò particolare...In un'azione di > > > accertamento negativo (credito Enel), l'importo riportato in fattura > > > ammonta ad euro 5300. Posto che di sicuro c'è solo la possibilità di > > > eccepire la prescrizione di alcune annualità, oltre a generiche > > > contestazioni sulla tardività del conguaglio e sulle modalità di > > > sostituzione del contatore, il quesito è: rinunciando espressamente a > > > parte del petitum nella citazione stessa (300 euro) l'attore può > > > ottenere il radicamento della causa dinanzi al GdP (oltre > > > all'abbattimento del contributo unificato, che non guasta mai)? Grazie > > > a chi vorrà rispondermi. > > > Avv. Emiliano D'Angelo - Caserta
> > Se ho capito bene (azione di accertamento negativo) il tuo cliente è il > > consumatore che intende contestare la debenza, in tutto o in parte, di > > quanto richiesto con fattura da Enel.
> > Se così è, penso semplicemente che lui dovrebbe *pagare* quella parte > > della fattura che ritiene corretta e dovuta o rispetto alla quale > > comunque non può proporre eccezioni di plausibile accoglimento in > > giudizio (ad esempio 2000EUR).
> > In questo modo la parte controversa diverrebbe di 3300 e rientrerebbe > > nella competenza del giudice di pace.
> > Non avrebbe invece senso che lui "rinunciasse a contestare" la parte > > eccedente, senza anche contestualmente pagarla, perchè comunque poi ENEL > > potrebbe, anzi sicuramente farebbe, volendo azionare per l'intero il suo > > credito, domanda riconvenzionale per 5300, determinando lo spostamento > > in Tribunale. Inoltre, questa rinuncia alla contestazione sarebbe una > > ottima base per l'emissione di una ordinanza per somme non contestate.
> > Meglio pagare quanto si ritiene dovuto, anche per scongiurare una > > possibilissima compensazione delle spese agli esiti di un giudizio in > > cui, contestando tutto, risulterebbe parzialmente soccombente anche > > qualora fosse riconosciuto che alcune voci non sono dovute.
> Eheh, meglio giocare a carte scoperte a questo punto: la fornitura che > l'Enel andrebbe a sospendere, semmai non si fosse capito, è quella di > casa mia!
Questo è un thread che si arricchisce di nuove prospettive ad ogni intervento ;-)
Comprati un generatore diesel e fai serenamente causa...
ma poi € 300,00 dovresti pagarli............ Secondo me è possibile considerato che,a quel punto il valore della causa sarebbe di € 5.000,00 e tutte le domande, gli accertamenti etc etc verterebbero proprio su tale somma per la quale è competente il G.d.P. Gianni Cataldi
PS se decidi di agire in tal senso ricordati di specificare a quale periodi imputi il pagamento di quei € 300,00. In mancanza di specificazioni dovrebbero andare in conto interessi e poi al debito più antico (ovvero, a quello rispetto al quale mi pare di capire sarebbe azionabile la prescrizione).
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-----Messaggio originale----- Da: legalit@googlegroups.com [mailto:legalit@googlegroups.com] Per conto di Bergkristall73 Inviato: martedì 9 febbraio 2010 17:35 A: legalit Oggetto: [legalit] Competenza per valore
Salve a tutti! Ho un quesito un pò particolare...In un'azione di accertamento negativo (credito Enel), l'importo riportato in fattura ammonta ad euro 5300. Posto che di sicuro c'è solo la possibilità di eccepire la prescrizione di alcune annualità, oltre a generiche contestazioni sulla tardività del conguaglio e sulle modalità di sostituzione del contatore, il quesito è: rinunciando espressamente a parte del petitum nella citazione stessa (300 euro) l'attore può ottenere il radicamento della causa dinanzi al GdP (oltre all'abbattimento del contributo unificato, che non guasta mai)? Grazie a chi vorrà rispondermi. Avv. Emiliano D'Angelo - Caserta
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