Il bulletto del quartierino Henry The Mole il 20/11/2009 ha scritto:
> E così anche il secondo infame della vergognosa spedizione sulla vetta del K2 > è andato all'altro mondo.
Posso ufficialmente dire che non ne sapevo una beata minchia di tutta questa storia:
L'impresa alpinistica che lo ha reso famoso in tutto il mondo è la conquista della vetta del K2 nel Karakorum (alto 8611 metri) avvenuta il 31 luglio 1954, assieme alla guida valtellinese Achille Compagnoni di 11 anni più vecchia.
Per quanto all'epoca la relazione ufficiale di Ardito Desio parlasse di una conquista senza l'uso dell'ossigeno (Lacedelli e il suo compagno di scalata riferirono di averlo terminato a quota 8.400 m), le foto poi pubblicate sull'annuario svizzero "Berge der Welt" del 1955 [8] dimostrarono invece che l'ossigeno era stato da entrambi utilizzato fino in vetta. Nel caso della foto di Lacedelli in vetta si vede chiaramente la zona fino a qualche istante prima coperta dalla maschera, in quanto sono ben visibili - ghiacciate - le goccioline di condensa che segnano i contorni della maschera appena tolta. D'altronde risultava poco credibile, confrontando gli orari e le quote fornite dai primi due scalatori, che la progressione con l'ossigeno fosse avvenuta coprendo un dislivello medio 31 metri all'ora (tra le quote 8100 m e 8400 m) mentre quella compiuta nelle ultime due ore di salita (tra le quote 8400 m e 8616 m), senza l'ausilio dell'ossigeno, fosse avvenuta alla "prodigiosa" velocità di 100 metri di dislivello all'ora, ossia tre volte più velocemente (e per giunta a un'altitudine superiore e con un peso inutile di 19 kg - il basto con le bombole dell'ossigeno vuote - sulla schiena). Ne nacque una polemica nota come caso K2 che venne finalmente chiarita dal CAI nel 2004.
Ma già nel libro K2 il prezzo della conquista Lacedelli aveva sconfessato quanto era scritto nella relazione finale della scalata riguardo al discorso delle bombole d'ossigeno e faceva risalire solo a pochi minuti prima di giungere in vetta (quindi intorno a quota 8600) l'esaurimento delle stesse.
Nel 2004 il Club Alpino Italiano, a seguito delle risultanze della propria Commissione d’Inchiesta, fece autocritica e riconobbe ufficialmente la versione di Bonatti come l'unica vera e attendibile relativamente alla vicenda del K2 [9], pubblicando poi, nel dicembre 2007, la relazione conclusiva della Commissione d'Inchiesta CAI composta da "tre saggi"[1] [10][11]. Autocritica che, nel dicembre 2008, giunse anche dalla Società Geografica Italiana e che mise così la parola fine alla vicenda risalente al 1954, chiarendo il ruolo di Walter Bonatti nel raggiungimento della vetta. Validazione della tesi di Bonatti con grande onestà intellettuale, visto che si trattava dell'ambiente che tradizionalmente era stato quello più vicino a Desio[12]: di certo l'ossigeno non terminò prima di raggiungere la vetta, né Bonatti "succhiò" l'ossigeno di Compagnoni e Lacedelli, che in compenso gli negarono l'aiuto e lo lasciarono a passare la notte all'addiaccio insieme a Mahadi, a una quota e a temperature impossibili. E a questo punto anche Walter Bonatti può ringraziare: "A cinquantatrè anni dalla conquista del K2, sono state finalmente ripudiate le falsità e le scorrettezze contenute nei punti cruciali della versione ufficiale del capospedizione prof. Ardito Desio. Si è così ristabilita, in tutta la sua totalità, la vera storia dell'accaduto in quell'impresa nei giorni della vittoria."
Il Fri, 20 Nov 2009 11:21:42 +0100, Henry The Mole ha scritto:
> E così anche il secondo infame della vergognosa spedizione sulla vetta > del K2 è andato all'altro mondo.
secondo me, pur considerando che le colpe e la vergogna siano state di entrambi, considero Lacedelli la parte debole del duo. Burattino completamente in balia di Desio e Compagnoni. Questo e' cio' che ho dedotto dalla lettura del suo libro, evidentemente si e' sentito in colpa e sicuramente sapeva che stava facendo un'infamata ma non riusciva a dire di no a Compagnoni vero' cervello machiavellico della vicenda. Questa e' la mia idea.
Hello, Gabriel! You wrote on Fri, 20 Nov 2009 11:30:37 +0100:
> Posso ufficialmente dire che non ne sapevo una beata minchia di tutta > questa storia
Fu una porcata epocale avallata successivamente dal capospedizione Desio, che solo per miracolo non fece morire Bonatti e il suo hunza, costretti a passare la notte all'addiaccio oltre la zona della morte come probabilmente nessuno aveva mai fatto prima sopravvivendo. Se ci aggiungiamo l'infame accusa rivolta a Bonatti di aver utilizzato per sè l'ossigeno delle bombole, si ha un'idea piuttosto chiara di quanto fu vergognosa quella azione. Fra l'altro Compagnoni e Lacedelli erano due alpinisti relativamente mediocri, ed è sufficiente confrontare le altre loro ascese con quelle leggendarie di Bonatti per capire chi è stato il più forte alpinista italiano e forse mondiale del ventesimo secolo. Consiglio vivamente a tutti di leggere il libro di Bonatti "K2 La verità - storia di un caso" o anche altri precedenti a questo: ci sono passaggi che fanno accapponare la pelle.
-- Henry The Mole. "La mia nipotina mi strapazza la minchia perchè vuole l'autografo di Zigoni." - palonzo
> Consiglio vivamente a tutti di leggere il libro di Bonatti "K2 La verità - > storia di un caso" o anche altri precedenti a questo: ci sono passaggi che > fanno accapponare la pelle.
non ci ho capito una michia: chi ha negato l'ossigeno a chi?
Hello, BdB! You wrote on Fri, 20 Nov 2009 11:39:11 +0100:
> secondo me, pur considerando che le colpe e la vergogna siano state di > entrambi, considero Lacedelli la parte debole del duo.
Questo sicuramente. Tieni conto che Compagnoni all'epoca era già quarantenne e da un punto di vista fisico era lui a rischiare di più di essere sopravanzato da Bonatti, che allora aveva solo 24 anni. Resta il fatto che l'ammissione di colpa da parte di Lacedelli c'è stata solo dopo molti decenni e soprattutto di fronte a prove fotografiche e documentali schiaccianti: negare l'evidenza sarebbe stato da idioti. Lacedelli ha ammesso di aver fatto una porcata, Compagnoni invece ha fatto la figura dell'idiota. Perchè fosse fatta piena giustizia, il rapporto del CAI si sarebbe dovuto pubblicare prima della morte di Desio, ma quantomeno i due che raggiunsero la vetta sono morti sapendo che la gente che ne capisce di alpinismo li considera degli infami.
-- Henry The Mole. "La mia nipotina mi strapazza la minchia perchè vuole l'autografo di Zigoni." - palonzo
Il Fri, 20 Nov 2009 11:46:46 +0100, Lillino ha scritto:
> Henry The Mole ha scritto: > non ci ho capito una michia: chi ha negato l'ossigeno a chi?
La premessa e' che Compagnoni e Lacedelli erano il duo scelto per fare cima e Bonatti doveva portare le bombole dell'ossigeno necessarie per l'ultimo strappo. I due pero' sanno che Bonatti e' molto piu' in forma e bravo di loro e allora stabiliscono campo 9 in un posto diverso dal prestabilito e sopratutto su una cresta raggiungibile solo dopo una traversata impossibile da effettuare in scarse condizioni di luce. Il loro obiettivo e' rendere inaccessibile la tenda in modo tale che Bonatti sia costretto a lasciare le bombole dell'ossigineo e a tornare indietro senza tentare la vetta. Bonatti lascia le bombole dell'ossigeno e ovviamente dopo una notte all'addiaccio torna disperatamente a campo 8 cercando di salvarsi la vita. Comapagnoni e Lacedelli il mattino si svegliano, scendonoa recuperare le bombole (ormai bonatti non c'e' piu') e salgono verso la cima. La storia che racconteranno per esaltare maggiormente l'impresa (e screditare Bonatti lasciato a morire su un gradino di ghiaccio) e' che le bombole dell'ossigeno lasciate da Bonatti erano scariche perche' quest'ultimo le aveva utilizzate nel meschino tentativo di andare lui in vetta al posto di loro. Invece sia le foto sulla vetta (tra cui i particolari della barba di Lacedelli) sia i tempi di percorrenza sono assolutamente incompatibili a una salita senza ossigeno.
Hello, Lillino! You wrote on Fri, 20 Nov 2009 11:46:46 +0100:
> non ci ho capito una michia: chi ha negato l'ossigeno a chi?
Lacedelli e Compagnoni erano i designati per l'attacco alla vetta ed erano nel campo più alto. Quel giorno Bonatti e un hunza ridiscesero dal penultimo campo fino a quello inferiore per prendere le bombole di ossigeno piene da portare agli altri due: per una serie di disguidi arrivarono poche decine di metri sotto la tenda degli altri due quando già stava calando la notte. La tenda _non era_ dove stabilito dagli accordi, questo perchè Bonatti era molto più giovane e forte di Compagnoni e Lacedelli e dunque i due avevano paura che fosse designato per arrivare in vetta al posto loro. Arrivato quasi di notte al punto concordato e non trovando la tenda, Bonatti iniziò a gridare per capire dove fosse: una luce si accese più in alto, una voce gli gridò di lasciare lì le bombole e tornare indietro, dopodichè la luce si spense e nessuno rispose più alle invocazioni di aiuto. Ovviamente Bonatti non poteva scendere nè salire alla cieca dato che di notte voleva dire morte certa: lui e l'hunza erano nel pieno di un lastrone di ghiaccio ripidissimo e soggetto a frequenti valanghe, al buio, oltre la zona della morte e senza nessun riparo. Così scavarono un gradone nel ghiacchio e vi si coricarono abbracciati, dandosi frequenti colpi agli arti con la piccozza per evitare il congelamento: appena venne giorno Bonatti riportò l'hunza al campo sottostante con numerose dita congelate, mentre Compagnoni e Lacedelli ridiscesero per poche decine di metri, presero le bombole lasciate da Bonatti e si avviarono a conquistare la cima. Nella relazione del capospedizione Desio, al ritorno in Italia, Compagnoni e Lacedelli accusarono Bonatti di aver consumato l'ossigeno destinato a loro due costringendoli ad arrivare in vetta senza l'ausilio delle bombole: un'ulteriore carognata dopo quella di quella notte. I documenti e le foto venute fuori negli anni successivi li sconfessarono, e Bonatti scrisse molti libri per fare in modo che fosse ristabilita la verità (cosa che è avvenuta ufficialmente da parte del CAI solo due anni fa).
-- Henry The Mole. "La mia nipotina mi strapazza la minchia perchè vuole l'autografo di Zigoni." - palonzo
> Il Fri, 20 Nov 2009 11:46:46 +0100, Lillino ha scritto:
>> Henry The Mole ha scritto:
>> non ci ho capito una michia: chi ha negato l'ossigeno a chi?
> La premessa e' che Compagnoni e Lacedelli erano il duo scelto per fare cima > e Bonatti doveva portare le bombole dell'ossigeno necessarie per l'ultimo > strappo. > I due pero' sanno che Bonatti e' molto piu' in forma e bravo di loro e > allora stabiliscono campo 9 in un posto diverso dal prestabilito e > sopratutto su una cresta raggiungibile solo dopo una traversata impossibile > da effettuare in scarse condizioni di luce. Il loro obiettivo e' rendere > inaccessibile la tenda in modo tale che Bonatti sia costretto a lasciare le > bombole dell'ossigineo e a tornare indietro senza tentare la vetta. > Bonatti lascia le bombole dell'ossigeno e ovviamente dopo una notte > all'addiaccio torna disperatamente a campo 8 cercando di salvarsi la vita. > Comapagnoni e Lacedelli il mattino si svegliano, scendonoa recuperare le > bombole (ormai bonatti non c'e' piu') e salgono verso la cima. > La storia che racconteranno per esaltare maggiormente l'impresa (e > screditare Bonatti lasciato a morire su un gradino di ghiaccio) e' che le > bombole dell'ossigeno lasciate da Bonatti erano scariche perche' > quest'ultimo le aveva utilizzate nel meschino tentativo di andare lui in > vetta al posto di loro. Invece sia le foto sulla vetta (tra cui i > particolari della barba di Lacedelli) sia i tempi di percorrenza sono > assolutamente incompatibili a una salita senza ossigeno.
Il bulletto del quartierino Henry The Mole il 20/11/2009 ha scritto:
> I documenti e le foto venute fuori negli anni successivi li sconfessarono, e > Bonatti scrisse molti libri per fare in modo che fosse ristabilita la verità > (cosa che è avvenuta ufficialmente da parte del CAI solo due anni fa).
Cutto e ringrazio te e Beppe per avermi illuminato. Che vicenda incredibile. E che scandalo che solo due anno fa abbiano ufficializzato 'sta porcata.
Hello, Massi! You wrote on Fri, 20 Nov 2009 12:14:11 +0100:
> lol che simpaticoni sti 2!
La vicenda effettivamente è vergognosa, ma ancora più vergognosa fu la copertura della verità da parte di Desio in nome dell'orgoglio patriottico che tanto significava in quegli anni. Con la vicenda dell'ossigeno fu chiaro l'intento di gettare discredito su Bonatti in modo che l'opinione pubblica non credesse in seguito alle sue dichiarazioni: lui era poco più di un ragazzo, il più giovane della spedizione, e questo gli fu fatale.
> Il Fri, 20 Nov 2009 11:46:46 +0100, Lillino ha scritto:
>> Henry The Mole ha scritto:
>> non ci ho capito una michia: chi ha negato l'ossigeno a chi?
> La premessa e' che Compagnoni e Lacedelli erano il duo scelto per fare cima > e Bonatti doveva portare le bombole dell'ossigeno necessarie per l'ultimo > strappo. > I due pero' sanno che Bonatti e' molto piu' in forma e bravo di loro e > allora stabiliscono campo 9 in un posto diverso dal prestabilito e > sopratutto su una cresta raggiungibile solo dopo una traversata impossibile > da effettuare in scarse condizioni di luce. Il loro obiettivo e' rendere > inaccessibile la tenda in modo tale che Bonatti sia costretto a lasciare le > bombole dell'ossigineo e a tornare indietro senza tentare la vetta. > Bonatti lascia le bombole dell'ossigeno e ovviamente dopo una notte > all'addiaccio torna disperatamente a campo 8 cercando di salvarsi la vita. > Comapagnoni e Lacedelli il mattino si svegliano, scendonoa recuperare le > bombole (ormai bonatti non c'e' piu') e salgono verso la cima. > La storia che racconteranno per esaltare maggiormente l'impresa (e > screditare Bonatti lasciato a morire su un gradino di ghiaccio) e' che le > bombole dell'ossigeno lasciate da Bonatti erano scariche perche' > quest'ultimo le aveva utilizzate nel meschino tentativo di andare lui in > vetta al posto di loro. Invece sia le foto sulla vetta (tra cui i > particolari della barba di Lacedelli) sia i tempi di percorrenza sono > assolutamente incompatibili a una salita senza ossigeno.
'azz, non la immaginavo *così* schifosa, anche se ovviamente non avevo mai approfondito...
> E così anche il secondo infame della vergognosa spedizione sulla vetta > del K2 è andato all'altro mondo.
Oggi articoletto di Messner sulla Gazzetta, molto indulgente con Lacedelli che effettivamente era un forte alpinista e "meritava di andare sulla cima del K2". Su Compagnoni appena un paio di passaggi gelidi ("non era un forte alpinista"), per il resto un silenzio molto eloquente. Desio viene definito "genio e dittatore" di quella spedizione, Bonatti "*il* genio".