PARLA IL MEDICO JUVENTINO DOPO LA SENTENZA LIBERATORIA DELLA CAF
Agricola, fine di un incubo: « Ora attacco io»
««Sono stato vittima di un accanimento senza pari. Per quanto riguarda
certe persone intervenute, le ho segnalate all’Ordine dei Medici. Per i
casi più gravi, abbiamo querelato»
TORINO. Un caso giudiziario, uno dei tanti. Così verrà ricordato l’iter
processuale che negli ultimi otto anni ha caratterizzato la vicenda
professionale del dottor Riccardo Agricola,
medico sociale della Juventus. Per il diretto interessato, l’ultimo atto
sul fronte disciplinare è quello finalmente e definitivamente liberatorio.
Giovedì scorso la Commissione di appello federale, presieduta dal dottor
Mastrandea, ha respinto il ricorso presentato dalla Procura Antidoping del
Coni, chiudendo di fatto una storia infinita. Accolte le tesi difensive
dell’avvocato Chiappero,
legale di fiducia in prima linea fin dall’inizio.
« Dopo numerosissimi anni ora è tutto finito » , sospira Agricola
commentando l’archiviazione del procedimento anche sul piano sportivo. «
In tutto questo tempo sono dovuto andare innumerevoli volte in Tribunale,
per essere ascoltato, per subire accuse ed essere infine assolto. E’ stato
un procedimento senza eguali in Italia, per la durata dello stesso, per
l’importanza che è stata data all’avvenimento e per le argomentazioni a
supporto, rivelatesi inconsistenti. Sono stato l’antesignano, ora vedremo
se altri sospetti verranno trattati allo stesso modo » .
Nel lontano 1998 un’esternazione di Zdenek
Zeman tira in ballo la Juventus a proposito dell’uso di medicinali
proibiti nel calcio. Da lì prende spunto la Procura di Torino per
l’apertura di un’inchiesta condotta dal pm Raffaele
Guariniello. Di seduta in seduta, passando per le accuse riguardanti la
somministrazione di Epo ai giocatori bianconeri ( fatti sfilare ad uno ad
uno davanti al giudice) nel dicembre del 2005 si arriva infine
all’assoluzione di Agricola ( e dell’ex amministratore delegato bianconero
Antonio Giraudo) dall’accusa di frode sportiva e relativa pena di tre anni
e due mesi, con sentenza emessa dalla Corte d’Appello del Tribunale di
Torino. Scene di esultanza come allo stadio alla lettura del verdetto.
Agricola sommerso dall’abbraccio dei famigliari e dai dirigenti juventini.
E’ una netta vittoria. Secondo i giudici, risultava inapplicabile la legge
401 del 1989 ( la frode sportiva) per l’uso dei farmaci alla Juventus ( «
il fatto non è previsto dalla legge come reato » ) . E quanto all’uso di
Epo, la Corte stabilì che « il fatto non sussiste » .
Restava a quel punto aperta solo la questione disciplinare, ma l’ultimo
ricorso presentato è stato definito « improcedibile » dalla Caf. Fine. Dal
punto di vista umano, per il medico della Juve è un momento di notevole
emozione. « E’ una grande soddisfazione. E’ una notizia che mi rallegra e
mi restituisce finalmente tranquillità. Ma non posso dimenticare quello
che è accaduto in questi anni... » . Un lungo periodo, un’eternità, e in
tutto questo tempo Agricola è stato - fino a prova contraria - il dottore
del doping e la Juve - con calciopoli dietro l’angolo - è rimasta
costantemente al centro dei sospetti. Tanto tempo, troppo. Così la
sentenza assolutoria non può bastare a cancellare le polemiche, i veleni e
i sospetti. Il dottor Agricola vorrebbe azzerare i ricordi, mettersi tutto
alle spalle. « Lasciamo perdere » . Ma poi ci ripensa e puntualizza: « Per
me parla, e bene, la sentenza della Corte d’Appello. E per quanto riguarda
certe persone che sono intervenute nel corso dei dibattimenti o anche
successivamente, ci tengo a precisare che sono state da noi segnalate
all’Ordine dei Medici o, in altri casi, abbiamo provveduto a inviare
inevitabili querele » .
Nessun nome. Sono però tanti i personaggi che, da Zeman in poi, hanno
assunto il ruolo del grande accusatore. Tra questi soprattutto il
professor Giuseppe D’Onofrio, il superperito del processo doping, che
interpretò i dati ematologici degli atleti bianconeri per ipotizzare
l’impiego di eritropoietina da parte dello staff medico della Juventus.
Tutte le sentenze hanno invece scagionato gli accusati.
tuttosport
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