da Tuttosport
Aspettiamoci altre accuse dopo il linciaggio sulla Rai
PAOLO BERTINETTI
QUASI TUTTI i tifosi juventini si sono accorti (qualcuno con un certo
ritardo) che la RAI è stata l'artefice principale del linciaggio
mediatico contro la Juventus. Non per scelta dell'azienda, ma
perché, a parte un paio di interisti, quasi tutti i suoi giornalisti
sono romanisti o laziali. Con la stessa determinazione la Rai si è poi
impegnata a pubblicizzare il campionato più falsato del mondo,
combinato in modo tale di consentire di vincere lo scudetto alle due
beneficiate, Inter e Roma. E quindi ha dato la massima enfasi
possibile alla partita di mercoledì. L'altra sera, dopo il TG3,
nel giorno delle clamorose notizie sullo spionaggio effettuato dalla
Telecom di Tronchetti Provera, che, scrive La Repubblica, costituisce
un vero attentato alla democrazia del nostro Paese, e che riguarda
anche intercettazioni illegali di persone che appartengono al mondo del
calcio, Primo Piano, la rubrica del TG3, viene dedicata all'incontro
Inter-Roma. Vengono invitati due giornalisti, Beha e Severgnini, tifoso
interista dichiarato. Parlano della partita e, soprattutto, parlano
del dopo-dimissioni di Guido Rossi. Lamentano che la pulizia del mondo
del calcio è diventata assai più difficile, dopo che Rossi, già
curatore degli interessi dell'Inter, squadra il cui sponsor è la
Pirelli di Tronchetti Provera, ex-vice presidente dell'Inter e boss
della Telecom, se n'è andato dalla Federazione (per occuparsi
della Telecom). Sappiamo che in nome della pulizia Rossi si era
preoccupato di trovare tre "esperti" che assegnassero all'Inter
lo scudetto relativo a un campionato non oggetto di indagini; che aveva
ignorato il patteggiamento (cioè l'ammissione di avere commesso un
reato) fatto dall'Inter per passaporto falso; che aveva taciuto dopo
l'intervista di Paolo Bergamo che aveva dichiarato che tutte le
grandi squadre, comprese quelle non indagate, avevano fatto telefonate
dello stesso tenore di quelle di Moggi (e che quindi erano tutte
ugualmente colpevoli o ugualmente innocenti). I tre giornalisti erano
però amareggiati perché pensavano che con la partenza di Rossi
venisse meno la possibilità, come suol dirsi, di ripulire il marcio
del calcio, che venisse meno la severità necessaria. In italiano
papale papale questo significa che è partita la seconda campagna per
rafforzare la decapitazione della Juventus. Quei lamenti, invece di
riguardare una delle più preoccupanti vicende della storia recente,
che coinvolge tra l'altro un bel pezzo del mondo calcistico,
riguardavano la possibilità che la riduzione della penalizzazione
inflitta alla Juve fosse consistente. Aspettiamoci da oggi in poi altre
voci amareggiate che richiedono giustizia, per poter "pilotare"
così il Coni verso una riduzione minima; e per poter gridare allo
scandalo e incitare le folle contro la scandalosa Juventus se la
riduzione sarà quella che dovrebbe essere. Spero che sia possibile
sentire qualche voce fuori dal coro.
Ovviamente non ho visto la trasmissione, ma se c'era Beha, c'era da
vomitare.