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Sandro Magister
Il vero punto di frizione tra Martini e Ratzinger
L'omelia dell'8 maggio del cardinale Carlo Maria Martini nel Duomo di Milano
non cessa di far discutere.
In effetti, in essa c'è davvero qualcosa di contrastante con gli
orientamenti di papa Benedetto XVI.
Ma il punto di frizione non è il relativismo imperante nel mondo. E' un
altro.
E' là dove il cardinale Martini, parlando ai cristiani nell'umanità intera,
invita a "vivere insieme come diversi, rispettandoci [...] e neanche
tentando subito la conversione, perché questa parola in certe situazioni e
popoli suscita muri invalicabili", ma "piuttosto fermentandoci a vicenda in
maniera che ciascuno sia portato a raggiungere più profondamente la propria
autenticità, la propria verità".
Che su questo Benedetto XVI la veda diversamente, si sapeva. Ma il suo
pensiero il papa l'ha ridetto chiaro il 13 maggio, rispondendo alle domande
dei preti della diocesi di Roma riuniti in San Giovanni in Laterano:
"L'essenza del cristianesimo non è un'idea, è una persona. Qui troviamo una
risposta a una difficoltà quanto alla missionarietà della Chiesa. A volte si
sente dire: 'Loro hanno la loro autenticità, conviviamo pacificamente, che
ognuno cerchi nel miglior modo la propria autenticità'. Ma se noi abbiamo
trovato il Signore, se per noi c'è la luce e la gioia del Signore, siamo
sicuri che all'altro che non ha trovato Cristo manca una cosa essenziale, ed
è un dovere nostro offrirlo all'altro".