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Messaggio della discussione su Adesione incondizionata al Papa: i Legionari sono i nuovi gesuiti?
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donquixote  
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 Altre opzioni 14 Lug 2006, 21:02
Newsgroup: it.cultura.cattolica
Da: "donquixote" <donquix...@tiscalinet.it>
Data: Fri, 14 Jul 2006 21:02:36 +0200
Locale: Ven 14 Lug 2006 21:02
Oggetto: Re: Adesione incondizionata al Papa: i Legionari sono i nuovi gesuiti?

"Mario" <MMa...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:e92pue$1eg$1@newsreader.mailgate.org...

> Mi sembra assurdo paragonare il voto dei Gesuiti all'impegno dei
> legionari.
> Quando e come i Gesuiti avrebbero mancato al loro voto di obbedienza al
> Papa?

Magister non dice che i gesuiti hanno mancato, almeno dal punto di vista
formale, al loro voto di obbedienza al papa, dice che tale voto è stato
applicato dai gesuiti, da qualche decennio, in forme giudicate da Roma
troppo "flessibili".
La crisi dei gesuiti, come quella di gran parte della Chiesa, nasce nel
periodo del post-Concilio, e coincide con l'elezione a generale di padre
Pedro Arrupe, nel 1965. Nell'ambito dell'ordine si dà purtroppo molto spazio
alle consultazioni di base, nascono tendenze favorevoli alla "teologia della
liberazione", influenzata dal marxismo, le università e i centri culturali
dei gesuiti diventano fonti di una "coscientizzazione sociale" ispirata a
ideologie di sinistra, si avviano esperimenti di "impollinazione" tra
Vangelo e culture e religioni orientali, che portano alla fondazione di
ashram misti cattolico-induisti, e sfociano nel sincretismo, ecc.
Le conseguenze pratiche sono immediate e impressionanti: tra il 1965 e il
1975 gli effettivi dei gesuiti calano da 36.038 a 29.436, con un ritmo di
800 defezioni all'anno.
Nel momento in cui la congregazione generale dei gesuiti sembra orientata a
togliere il carattere sacerdotale della compagnia, e ad allentare il vincolo
speciale di soggezione al papa, Paolo VI interviene duramente. "Potrà la
Chiesa confidare come sempre in voi?" scrive Paolo VI ad Arrupe il 15
febbraio 1975, rigettando certi decreti dell'assemblea generale dei gesuiti,
"come potrà ora essa affidare alla Compagnia, con l'animo sgombro da timori,
la prosecuzione di compiti tanto importanti e delicati? Dove andate?".
Dove stanno andando i gesuiti lo fa capire chiaramente padre Vincent O'
Keefe, americano, braccio destro di Arrupe e numero due della Compagnia,
che, in una intervista rilasciata nel 1978, chiede di rivedere il divieto
nei confronti dei contraccettivi artificiali, di ammettere le donne al
sacerdozio, e di consentire ai preti di sposarsi.
Papa Wojtyla fa capire di volere rimettere le cose a posto, soprattutto dopo
che Arrupe ha scritto in una sua lettera: "Rispetto ai marxisti, dobbiamo
mantenerci sempre disposti al dialogo. Inoltre, non dobbiamo neppure
rifiutare delle collaborazioni concrete che possono essere richieste dal
bene comune."
Il 7 agosto del 1981 Arrupe viene colpito da una trombosi cerebrale. Il
vertice della Compagnia, contraddicendo palesemente la volontà del papa,
decide di nominare vicario generale padre O'Keefe. Papa Wojtyla reagisce
prontamente e duramente: O'Keefe viene esautorato d'autorità, vengono
sospese le regole interne della Compagnia e decapitati gli organi
costituzionali dell'ordine, e nominato un delegato personale del papa, Paolo
Dezza, munito di pieni poteri. La Compagnia di Gesù viene commissariata, un
provvedimento che non ha precedenti nella storia dell'ordine. Il
commissariamento è una chiara sconfessione del governo interno dei gesuiti,
e dimostra che il papa non ha fiducia nella capacità della Compagnia di
riformarsi nello spirito della fedeltà alla Chiesa e al suo capo.
Con l'elezione a generale di Hans Kolvenbach è cominciato un lungo processo
di pieno recupero dell'ordine, che non si può considerare completato a tutt'
oggi.
Cordiali saluti.

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