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Messaggio della discussione su Il vescovo contro la rovinamariti

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From: "donquixote" <donquix...@tiscalinet.it>
Newsgroups: it.cultura.cattolica
Subject: Il vescovo contro la rovinamariti
Date: Sun, 6 Jul 2008 23:13:08 +0200
Organization: TIN.IT (http://www.tin.it)
Lines: 149
Approved: robomod...@news.computerville.it (1.21)
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Libertàepersona
Il gay pride di Bologna.
Di Caius
Si è consumato a Bologna l'ennesimo gay pride, una cerimonia che
si ripete a ritmo continuo nelle città italiane e non solo, e che tende
probabilmente ad assuefare la gente affinchè ciò che è anormale
diventi, cammina facendo, normale.

 Anche a Bologna si sono visti i tatuaggi più improbabili, le piume più
colorate, gli abiti più perversi e sensuali che si possano immaginare.
Uomini e donne con fare ambiguo, che mettono in mostra sederi, seni,
lingue, slip minimali, corpi, carne....carne su carne...carne e sudore,
in una città sempre più vecchia, sempre più stanca, sempre più disperata.
Come sempre l'orgoglio gay si è materializzato nell'odio contro i diversi,
contro chi la pensa diversamente: contro il papa, contro il ministro
Carfagna, reo di non aver concesso un patrocinio e bersaglio per questo,
da mesi, del rancore più violento, e in generale contro tutti i "fascisti",
termine col quale viene bollato chiunque non sia con loro .

Sulle magliette di alcuni, magliette prestampate, si leggeva: "L'unica
chiesa che illumina è la chiesa che brucia"; su altre insulti a Ferrara,
Carfagna, Berlusconi e così via... ci si diverte come si può...Eppure in
Italia ognuno può fare ciò che vuole: può andare a letto con chi gli
pare...perchè allora tanto odio? Perchè si vuole legittimare
l'omosessualità, la transessualità, la bisessualità, come comportamenti
normali, e si continua a chiedere il "matrimonio" gay, cioè la possibilità
per coppie omosessuali e altro, di adottare figli, o di concepirli in vitro.
Ma sarebbe un'ulteriore violenza, questa volta sugli innocenti.


Le cifre siliconate della marcia bolognese
di Tempi
È giallo sui colori arcobaleno del Gay pride che il 28 giugno ha sfilato per
le vie di Bologna. "Siamo 250 mila", ha titolato il Corriere della Sera il
giorno dopo riecheggiando le parole del presidente  dell'Arcigay Aurelio
Mancuso, salvo poi ridimensionare la cifra nel corpo dell'articolo («la
questura ne stimerà 40-50 mila»). "50 mila sfilano a Bologna", informava
invece una più cauta Repubblica a pagina 19. Insomma, male che sia andata,
sulla carta è stato comunque un trionfo per i paladini dell'orgoglio
omosessuale italiano.
Bum. Online invece la vicenda si complica. Sul web si scopre infatti che
Repubblica, prima di mandare alle stampe la versione "soft" dei 50 mila, sul
sito aveva già celebrato "l'orgoglio dei 200 mila". Il Corriere, invece,
forse pentitosi di averla sparata grossa, ha pubblicato in internet un pezzo
(aggiornato appunto il 29 giugno) in cui «secondo gli organizzatori i
partecipanti sono almeno 20 mila, la stima della questura è di 6-7 mila
presenti». Da 250 mila a 6-7 mila. Mica male. Del resto, comunque, gonfia
che ti rigonfia, uno ci fa il callo a certi ritocchini.


Libero
Il vescovo contro la Tatangelo «rubamariti»: Lei in piazza? Schiaffo alla
morale cattolica
Il presule ha tuonato: il suo cachet costa troppo. E poi non possiamo
chiamarla per celebrare la festa della Madonna
SALERNO - Anna Tatangelo? «Costa troppo, decine di migliaia di euro,
è uno schiaffo alla miseria» polemizza monsignor Giuseppe Rocco Favale,
vescovo di Vallo della Lucania (Salerno) a poche ore dal concerto
in piazza della cantante.
Poi, incombendo la processione in paese per la Madonna delle
Grazie, il presule esce allo scoperto: è l'arrivo della compagna
di Gigi D'Alessio a metterlo a disagio.

Favale è arrabbiato - come riferisce il «Mattino» - non tanto per il cachet
a tanti zeri, quanto per il fatto che la presenza della regina delle
classifiche pop per le celebrazioni della Vergine «è uno schiaffo
alla morale cattolica».

Il riferimento è, con ogni probabilità, alla storia d'amore tra Anna e Gigi
D'Alessio: com'è risaputo, l'ex neomelodico per lei, più giovane di 20 anni,
ha lasciato la moglie. «Quella donna non fa per noi» ha affermato il
vescovo. E nell'invettiva sotto sotto cova anche il risentimento dell'uomo
di Chiesa contro la canzone presentata dalla Tatangelo a Sanremo
esplicitamente dedicata ad un amico gay.
Certo è che la vita sentimentale di Anna piace poco alla curia, tanto
che già tempo fa lo stesso vescovo di Sora, suo paese natio, avrebbe
dichiarato, facendo riferiemnto alla nuova versione Tatangelo-femme
fatale «quella non è l'Anna che ho conosciuto io».

La Stampa
Un altro vescovo contro la Tatangelo
"E' una rubamariti"
RAFFAELLA SILIPO
Che i vescovi non fossero il suo target era intuibile. Ma la seconda
scomunica nel giro di pochi mesi, Anna Tatangelo proprio non se l'aspettava.
«Non riconosco questa Anna» aveva detto al Festival di Sanremo
il vescovo di Sora, sua città natale. La cosa che più lo aveva turbato
era il «Gigi, ti amo!» gridato sul palco dell'Ariston a D'Alessio,
che da poco per lei aveva lasciato moglie e figli: «Non è di buon gusto
il riferimento pubblico al suo nuovo rapporto - specificava Monsignor
Brandolini -. Sono questioni private».
Di nuovo oggi un altro vescovo storce il naso davanti alla
«rubamariti». Monsignor Giuseppe Rocco Favale di Vallo della Lucania
(Salerno) non è infatti per nulla contento che sia lei la star del concerto
per la Festa della Madonna delle Grazie. «Costa troppo, decine di migliaia
di euro» - trentamila per la precisione, e passi - ma, soprattutto, il suo
status di convivente con un uomo di 25 anni maggiore di lei e già nonno «è
uno schiaffo alla morale cattolica».

Il Messaggero
Un altro vescovo contro Anna Tatangelo:
«Tradisce la morale cristiana».
ROMA (4 luglio) - Dopo il vescovo di Sora, un altro prelato si scaglia
contro Anna Tatangelo. Monsignor Giuseppe Rocco Favale, vescovo della
diocesi di Vallo della Lucania, è molto infastidito dalla presenza della
cantante ventunenne di Sora al concerto che oggi concluderà la festa della
Madonna. Il vescovo Favale, riferisce il quotidiano Il Mattino di Napoli, in
due circostanze, prima in un'omelia e poi in una dichiarazione subito dopo
la processione, ha attaccato la scelta di far invitare la star, compagna
di Gigi D'Alessio, e interprete di una canzone, Il mio amico, dedicata
all'amore omosessuale.

Il vescovo se l'è presa inizialmente contro il cachet troppo esoso della
Tatangelo (qualche decina di migliaia di euro), definito una «schifezza» e
uno schiaffo al popolo sofferente. Ma poi ha aggiunto: «Questa cantante
in piazza per celebrare la Madonna? È davvero uno schiaffo alla morale
cattolica».

Nulla a che vedere con la Madonna. La Tatangelo, ha detto ancora
il vescovo al Mattino, «non ha nulla a che vedere con la Madonna
e con lo spirito della celebrazione che invece serve a far crescere
il sentimento di maturità, in ogni ragazza, come futura donna e mamma».
Popi c'è la canzone ispirata all'amore omosessuale.
«È veramente negativo - dice ancora il vescovo Favale - molto
negativo, e mi meraviglio di come si sia fatta una scelta che tradisce
la morale cristiana, un atteggiamento di superficialità e leggerezza
in contrasto con quanto tanti membri dei comitati feste realizzano
per la conoscenza dei santi e, nello specifico, di Maria».
Insomma, conclude il vescovo, «non vogliamo essere corresponsabili
di falsi modelli e ideali fasulli».

La peccatrice (Raf, non guardare, se no ti turbi...)
http://www.magictv.tv/wp-content/uploads/2008/03/anna-tatangelo.jpg

La peccatrice con il suo gayo amichetto ridens
http://tinyurl.com/6hdg3b

I pubblici concubini
http://farm2.static.flickr.com/1030/1340624011_70271c971c.jpg

Non si vergognano nemmeno di cantare insieme, in pubblico!
O tempora! O mores!
http://www.windoweb.it/guida/musica/musica_foto/gigi_dalessio_7.jpg







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