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Devoti al Nulla-Sciopero per il crocifisso-Senza crocefisso non possiamo stare
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donquixote  
Vedi profilo  
 Altre opzioni 24 Nov 2009, 01:00
Newsgroup: it.cultura.cattolica
Da: "donquixote" <donquix...@tiscalinet.it>
Data: Tue, 24 Nov 2009 01:00:58 +0100
Locale: Mar 24 Nov 2009 01:00
Oggetto: Devoti al Nulla-Sciopero per il crocifisso-Senza crocefisso non possiamo stare
Senza crocefisso non possiamo stare
Popolo italiano in piazza per difendere il crocefisso
di Antonio Gaspari
ROMA, lunedì, 16 novembre 2009 (ZENIT.org).-
In Italia la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo
contro i crocefissi nelle aule scolastiche ha suscitato
una protesta popolare.

Decine di piazze occupate da manifestazioni in favore del crocefisso,
centinaia i consigli comunali che emettono ordinanze per portare
il crocefisso nelle aule pubbliche e multe per chiunque provi
a toglierlo, innumerevoli le petizioni contro la sentenza
della Corte di Strasburgo, migliaia i gruppi di preghiera
raccolti in difesa della croce, tantissimi gli studenti mobilitati
per portare la croce nelle aule dove non c'era.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha affermato: "Sono esterrefatto
per questa sentenza folle (.) la considero una sentenza che offende la
tradizione culturale e storica del nostro popolo e della nostra nazione (.)
pensiamo a che cosa rappresenta e ha rappresentato il Cristianesimo
non solo in Italia ma in tutta Europa".

Ad Ascoli Piceno il sindaco Guido Castelli ha sostenuto:
"No. Non intendo rimuovere il crocefisso. È un simbolo
che va oltre la religione. È una testimonianza di cultura,
emblema di libertà e rappresenta un valore universale".

"Auspico quindi - ha aggiunto Castelli - che il crocefisso
rimanga negli uffici pubblici e nelle scuole, a insegnamento
per le giovani generazioni dei veri valori che sono alla base
della vita sociale di ogni uomo e di ogni donna e, se del caso,
come ha fatto il mio collega di Verona, dovesse rendersi
necessario acquistare altri crocefissi per le aule scolastiche
o edifici pubblici, li acquisteremo".

In risposta alla sentenza della Corte di Strasburgo, ad Acquasparta
in provincia di Terni, il sindaco Roberto Romani  d'accordo
con la Giunta comunale ha deliberato l'acquisto di tre crocefissi
da affiggere sia nella sala consiliare, in quella della Giunta
e nell'ufficio personale del primo cittadino.

Un'ordinanza che obbliga a esporre il crocefisso in tutti gli edifici
pubblici è stata emessa da Riccardo Roman, sindaco di Galzignano
Terme (Padova) e chi non provvederà all'esposizione del simbolo
sacro verrà multato di 500 euro.

Multa di 500 Euro per chi toglie il crocefisso anche a Scarlino (Grosseto).
Il sindaco Maurizio Bizzarri ha firmato un'ordinanza lampo contro
la sentenza della Corte di Strasburgo.

Grande mobilitazione anche tra il laicato cattolico. Salvatore Martinez,
presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) -
un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200 mila aderenti,
raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità - ha dichiarato che
"la storia del crocefisso è la più sapiente scuola d'umanità,
perché continua ad insegnare alle nuove generazioni  l'arte di vivere
e di morire per amore, di soffrire e di progredire per donare amore".

"Per questo motivo - ha aggiunto - nessuno potrà mai togliere
dalle pareti delle menti e dei cuori la croce di Cristo, perché
nessuna civiltà ha potuto, né potrà mai vantare, un'offerta d'amore
tanto  grande e una storia di prossimità umana così capace di difendere
e di promuovere il valore della vita".

Comunione e Liberazione ha diffuso un volantino in cui ha scritto:
"Quel Cristo sul crocefisso non è un cimelio della pietà popolare
per il quale si può nutrire, al massimo, un devoto ricordo.
Non è neppure un generico simbolo della nostra tradizione
sociale e culturale".
"Cristo è un uomo vivo - si legge ancora -, che ha portato
nel mondo un giudizio, una esperienza nuova, che c'entra
con tutto: con lo studio e il lavoro, con gli affetti e i desideri,
con la vita e la morte. Un'esperienza di umanità compiuta.
"I crocefissi si possono togliere, ma non si può togliere dalla realtà
un uomo vivo. Tranne che lo ammazzino, come è accaduto:
ma allora è più vivo di prima!".

A Campagna, in provincia di Salerno, don Marcello Stanzione
come segno di protesta contro la sentenza cristofobica della Corte
di Starsburgo ha annunciato che per domenica 29 novembre
sia alla santa messa festiva delle 11,00 che a quella delle ore 18,30
la Parrocchia di santa Maria La Nova e l'associazione cattolica
Milizia di san Michele Arcangelo regaleranno un crocefisso
a tutti i commercianti del comune che ne faranno richiesta
e si prenderanno il solenne impegno di esporlo nei loro negozi.
Inoltre tutti i bambini e i ragazzi della parrocchia riceveranno
dal parroco e dai loro catechisti in regalo una croce da portare al collo.

A Riccione, in piazza Matteotti, il comitato Riccione Paese ha distribuito
crocefissi in segno di protesta contro la sentenza della Corte europea.

Molte reazioni anche dal Vescovi.
Monsignor Aldo Giordano, inviato speciale e osservatore
permanente della Santa Sede al Consiglio d'Europa ha detto
alla Radio Vaticana che "Il riferimento al crocefisso non è un rischio
per i diritti dei singoli, ma è un contributo significativo anche
nella sfera pubblica per difendere, per promuovere, per fondare
i diritti dei singoli, i diritti della persona".

Intervistato da ZENIT il Vescovo di
Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, mons. Claudio
Giuliodori,  ha rinnovato la richiesta del riconoscimento
delle radici cristiane dell'Europa.
In merito alla sentenza della Corte di Strasburgo, mons. Giuliodori
ha rilevato "la scarsa conoscenza che alcune istituzioni europee
hanno del tessuto popolare che sta alla base del continente europeo
e spiega anche una pregiudiziale insostenibile nei confronti
del riconoscimento delle radici cristiane dell'Europa".

"Per questo motivo - ha concluso il Vescovo di Macerata - è auspicabile
che si riapra il dibattito su questo imprescindibile fondamento della
cultura, della storia e della memoria dell'Europa, su cui si potrà
realmente fondare anche lo sviluppo dei popoli".

Repubblica
Pavia, il crocifisso diventa obbligatorio
ordinanza del sindaco per i luoghi pubblici
A Trivolzio multa di 500 euro per chi non lo espone nei luoghi pubblici

In tutti i luoghi pubblici di Trivolzio (un piccolo comune del Pavese,
di un migliaio di abitanti, a pochi chilometri dal capoluogo)
è obbligatorio esporre il crocifisso.
A deciderlo è stato il sindaco Paolo Bremi, cattolico praticante,
vicino alle posizione del centrodestra.

Bremi ha firmato un'ordinanza che prevede una multa di 500 euro
per chi non espone il simbolo cristiano nei luoghi pubblici.
Una risposta alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo
di Strasburgo, che invece stabilisce che il crocifisso debba sparire
da scuole e Comuni. "Il crocifisso - afferma Bremi - è espressione
dei fondamentali valori civili e culturali dello Stato italiano".

Avvenire
Salerno: crocifisso in classe o sciopero
SALERNO. «Vogliamo il crocifisso in classe altrimenti scioperiamo».
Questa la minaccia che hanno scritto in un documento inviato alla preside
Carmela Bove gli alunni dell'istituto professionale per l'agricoltura e
l'ambiente di Lamia (Salerno), riuniti in assemblea.
«Abbiamo fatto il punto su quello che ci serve per svolgere
al meglio il nostro dovere di studenti - ha dichiarato Ugo Naddeo
della IV A, rappresentante degli alunni nel consiglio di istituto
- e insieme alla necessità di svolgere più visite alle aziende
agrarie della zona, alla riparazione dei vetri di alcune finestre,
all'acquisto di una lavagna a fogli per alcuni allievi allergici
al gesso, vogliamo che in tutte le nostre classi ci sia il crocifisso».
Soddisfatto il dirigente scolastico. «La prima firma stamattina
l'ho apposta su un ordinativo per l'acquisto dei crocifissi mancanti
nelle classi - ha dichiarato la preside Bove- e ne sono contenta.
I nostri alunni provengono da ambienti semplici del circondiario
e questa decisione, presa autonomamente nella loro assemblea
d'istituto, dimostra una sensibilità ai temi dell'attualità ed ai valori
primari della comunità alla quale appartengono»

L' E D I TO R I A L E
«I BARBARI SONO TORNATI»
IL SIMBOLO CHE RICORDA
ALL'UOMO LA SUA DIGNITÀ
CARLO CAFFARRA - Arcivescovo di Bologna
L'improvvida decisione della Corte europea di
Strasburgo che sancisce l'illegittimità
dell'esposizione del crocifisso nelle scuole italiane,
mortificando così la nostra storia civile, ma di più ancora
la stessa ragione, mi induce a una breve riflessione che
desidero condividere con i fedeli e con chiunque abbia
a cuore il privilegio esclusivamente umano del pensare.
La scuola infatti, così come il nucleo famigliare, è luogo
primario in cui si costituisce la stessa missione educativa.
A questa riflessione mi stimola un poemetto di Chesterton,
non molto conosciuto, ma a mio parere di grande valore:
«La ballata del cavallo bianco», una meditazione poetica
su un fatto realmente accaduto.
È l'anno 878.
Il re Alfredo il Grande d'Inghilterra aveva appena sconfitto
l'invasore, il re di Danimarca Guthrum e liberato il suo Paese.
Dunque è un momento di tranquillità e di serenità.
Senonché il re Alfredo, una notte, ebbe la singolare visione
di un altro esercito che stava entrando in Inghilterra,
molto più pericoloso di quello dei Danesi.
Ecco la descrizione che ne fa:
«Sì, questo sarà il loro segno:/
il segno del fuoco che si spegne,/
e l'Uomo, trasformato in uno sciocco,/
che non sa chi è il suo signore,/
Anche se arriveranno con carta e penna
[uno strano esercito, che non ha armi,
ma solo carta e penna!]/
e avranno l'aspetto serio e pulito dei chierici,/
da questo segno li riconoscerete,/
dalla rovina e dal buio che portano;/
da masse di uomini devoti al Nulla,
diventati schiavi senza un padrone,/
da un cieco e remissivo mondo idiota,/
troppo cieco per essere disprezzato;/
dal terrore e da storie crudeli/
di una macchia segnata nelle ossa e nelle stirpe,/
dalla vittoria dell'ignavia e della superstizione,/
maledette fin dal principio,/
dalla presenza di peccatori,/
che negano l'esistenza del peccato;/
da questa rovina silenziosa,/
dalla vita considerata una pozza di fango,/
da un cuore spezzato nel seno del mondo,/
dal desiderio che si spegne nel mondo;/
dall'onta scesa su Dio e sull'uomo;/
dalla morte e dalla vita rese un nulla,/
 riconoscerete gli antichi barbari,/
saprete che i barbari sono tornati».
(«La ballata del cavallo bianco» - Raffaelli editore
- pagine 155-156).
Chesterton scrive questo poemetto, di cui oggi avvertiamo
la straordinaria carica profetica, nel 1911.
Mi chiedo: che senso ha parlare oggi di educazione?
La mia risposta è: nessuno.
Non ha più nessun senso, dal momento che
è stato negato che si possa donare un senso
al nostro quotidiano soffrire.
Quando Chesterton dice che la caratteristica di questi uomini
è di essere «devoti al Nulla», in fondo dice che per questi uomini
non c'è nessun senso che si offra dentro al quotidiano soffrire
dell'uomo, al suo quotidiano lavoro, all'amarsi di un uomo
e una donna nel matrimonio e così via, nelle grandi esperienze
della vita.
Se tutto questo viene negato, non solo non ha più senso
parlare di educazione - a che cosa educo? perché dovrei
educare? - ma in fondo, come dice il poeta, il segno
di questa umanità sarà «il segno del fuoco che si spegne».
In una condizione in cui non ha più senso parlare di educazione,
che cosa ne è allora dell'uomo?
È qui che i versi di Chesterton sono particolarmente suggestivi.
Che ne è di questo uomo?
Che prima o poi comincerà a vivere senza sapere perché vive.
Comincerà ad esercitare la sua libertà senza sapere
perché è libero. Lavora senza sapere perché lavora,
e alla fine muore senza sapere perché si muore.
Questo è l'uomo di oggi.
Il poeta dice stupendamente: «l'onta scesa su Dio e sull'uomo».
Un'umanità cioè spenta e atrofizzata.
Come si pone la Chiesa in questa situazione?
Fa quello che ha fatto l'Alfredo del poema di Chesterton:
la sfida, cioè l'affronta.
Ecco appunto la sfida educativa.
La Chiesa si confronta con questo nuovo contesto,
si prende cura di questo uomo in carne e ossa, non dell'uomo
in astratto ma proprio di quest'uomo che vive questa condizione.
Si prende cura, come dice il poeta, di quegli «uomini devoti
al Nulla, diventati schiavi senza un padrone, peccatori
che negano l'esistenza del peccato, che considerano la vita
una pozza di fango» che hanno reso un nulla la vita e la morte.
Non è la prima volta che la Chiesa deve affrontare momenti
difficili, anche se credo che in una situazione di tale radicale
vuoto non si sia mai trovata.
Come il re Alfredo che vede l'Inghilterra occupata da un esercito
senza armi ma solo con carta e penna, e con soldati vestiti da chierici,
essa si trova ora di fronte a qualcosa di veramente nuovo.
In questo contesto la Chiesa fa quello che ha sempre fatto.
La Chiesa non ha paura di sfidare questo mondo, perché
possiede l'unico messaggio che può convincere l'uomo
che la sua vita e la sua morte non sono un nulla.
Perché la Chiesa sa che Dio ha tanto amato l'uomo
da morire sulla croce.
E qui voglio dire con molta tristezza: togliete pure il crocifisso
dai muri, togliete anche questo ricordo e l'uomo non potrà
che avere un profondo disprezzo di se stesso.
Non lasciamoci ingannare dalla retorica della giustizia,
dei diritti, e da simili cose.
Sono orpelli.
Perché il vangelo nasce nel cuore dell'uomo nel momento in cui
la notte di Natale quattro sporchi e maleodoranti pastori si sono
stupiti di come Dio si prendesse cura di loro.
In quel momento il Cristianesimo è nato.
E in quel momento è stato interdetto all'uomo di disprezzarsi.
Togliete la possibilità all'uomo di stupirsi di fronte alla sua dignità
che ha il fondamento su quell'amore che spinge un Dio fin sulla croce,
e a quel punto, come già nel poemetto di Chesterton, succederà
che «dall'onta scesa su Dio e sull'uomo, dalla morte e dalla vita
rese un nulla, riconoscerete gli antichi barbari.
Saprete che i barbari sono tornati».

http://www.diocesi.genova.it/materiale/ufficio_cultura/programma.pdf

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Il famigerato teologo Bernhard Haring, che i suoi discepoli
più fanatici e più "intimi" proclamano modestamente come
il più grande teologo morale del ventesimo secolo, aveva
in comune con altre figure ecclesiastiche mordoriane, in primis
il cardinal Martini, una radicale e nefasta avversione per varie
tesi magisteriali, e per l'enciclica Humanae vitae in particolare
(questa enciclica è per certi teologi quello che è l'aglio
per i vampiri...).
Anche per questo fu sottoposto, tra il 1975 e il 1979,
a un processo da parte della Congregazione per la Dottrina
della Fede.
Lo Haring, che dell'Uruk-Hai aveva pure il ceffo

http://i48.tinypic.com/34pzzg9.jpg

si atteggiò a povera vittima starnazzando ai grandi giornali
dei poteri forti anticattolici di essere stato sottoposto a
un'esperienza di "terrorismo spirituale"(l'ex Sant'Uffizio!
Brrrrrrr!) e manifestò delle proposte demenziali, come quella
di sospendere per alcuni anni l'attività della Congregazione
per la Dottrina della Fede, al fine di trasformarla in una
struttura fondata sul rispetto del pluralismo e dei diritti
della "coscienza" (....erronea, con gran gaudio degli
eretici di tutte le risme....).
Il giovane Carlo Caffarra, che allora non era nemmeno vescovo,
ma un semplice teologo, osò attaccare l'idoletto dei progressisti
durante il Congresso Internazionale di Bioetica del 1988.
Nel corso del suo intervento si lanciò in una tremenda, dura
e inconfutabile requisitoria contro Haring e la sua teologia.
Haring allora, non essendo in grado di replicare al contenuto
del discorso che veniva pronunciato, si alzò dal tavolo
della Presidenza e grugnì a Caffarra di essere più umile.
Ma questi, traboccante di santo orgoglio e di santa superbia

http://tinyurl.com/ddy87o

replicò: "Io non ho l'umiltà, però ho la Verità!"

http://i47.tinypic.com/1zxax50.jpg

Haring, trafitto dal verbo e dallo sguardo di Caffarra,
come un vampiro colpito al cuore dal paletto di legno,
si schiantò sulla sedia, ammutolito e vinto....

http://i46.tinypic.com/hufua1.jpg

http://tinyurl.com/ylslp39

http://tinyurl.com/yzwyso4

http://cislunibo.files.wordpress.com/2009/05/caffarra_5.jpg

http://tinyurl.com/ykpchv2
-----------------------------------------------------------------------

http://tinyurl.com/cpbqc9
http://tinyurl.com/crmrw7
http://tinyurl.com/d8db4e
http://tinyurl.com/cy8udv
http://tinyurl.com/dgezzg
http://tinyurl.com/ccn9u9
http://tinyurl.com/cqhcza
http://tinyurl.com/dhz3yb
http://tinyurl.com/cvatp9
http://tinyurl.com/d8gl6v
http://tinyurl.com/clb658
http://tinyurl.com/d2rtdb
http://tinyurl.com/db433t
http://tinyurl.com/df8os7
http://tinyurl.com/d2tv3h
http://tinyurl.com/dcr9dl
http://tinyurl.com/d7ftt2
http://tinyurl.com/6kop52
http://i40.tinypic.com/k0t080.jpg


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