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Stachanov
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Moska  
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 Altre opzioni 12 Mar 2004, 17:47
Newsgroup: it.arti.trash
Da: "Moska" <mo...@moska.it>
Data: Fri, 12 Mar 2004 17:47:51 +0100
Locale: Ven 12 Mar 2004 17:47
Oggetto: [racconto] Stachanov
*Per me Stachanov c’aveva la sindrome del colon irritabile*

di Moska

Questo non è documentabile, ovviamente; non è una notizia
trovata su qualche manuale di storia o su qualche documento
dell’epoca (tipo una lettera del prode Aleksej dove scriveva
alla fidanzata che gli spasmi alla pancia e il moto
intestinale lo tormentavano), ma è un’idea che mi sono fatto
io, tutto qui.
È presto detto, il perché. Stalin e il gruppo dirigente dell
’allora Unione Sovietica (stiamo palando della fine degli
anni Venti, inizio Trenta) avevano l’esigenza di aumentare
la produttività in campo industriale. Introdussero quindi il
cottimo: i lavoratori più produttivi, oltre ad avere
incentivi salariali, vennero elevati a “eroi” del lavoro
socialista; premiati, indicati come modelli, icone della
Rivoluzione. Nel 1935 si diffuse poi il movimento
“stacanovista” e le sue basi divennero l’ideologia ufficiale
del più sfrenato produttivismo. Rovescio della medaglia: in
alcuni casi si svilupparono violente contestazioni di gruppi
di operai contro gli stacanovisti, considerati lo strumento
dell’intensificazione dello sfruttamento della forza lavoro.
Tutto questo per colpa di Aleksej Stachanov. Un asino. Uno
che se non fosse stato russo, avrebbe potuto benissimo
essere un brianzolo, va’ a laura’ barbun.
Tutto casa e miniera. Il tutto, infatti, ebbe inizio da un
suo record personale: in un solo turno di lavoro (tra l’
altro il 30 agosto, in piena estate) aveva prodotto 102
tonnellate di carbone, superando di quattordici volte la
norma.
Tutti a prenderlo a esempio, a esaltarlo, a magnificarlo, a
farlo divenire un’icona per un impero, e per il mondo
intero. Ma alla sua salute, nessuno ci pensa? Di quello che
aveva dentro, intendo nello stomaco e nell’intestino,
nessuno si preoccupa? Be’, io sì. Ripeto: ognuno la pensi
come cazzo gli pare, ma io sono convinto che lui soffrisse
della sindrome del colon irritabile, o infiammabile, che
colpisce milioni di persone in tutto il mondo (un adulto su
cinque!), perché non lui? Magari Aleksej aveva solo lievi
sintomi sporadici, solo durante periodi di stress (più turni
consecutivi in miniera). Magari non lo sapeva nemmeno, visto
che anche adesso non è una malattia ben definita.
Figuriamoci all’epoca: si faceva fatica a tirare a campare,
a trovare i generi di prima necessità, vuoi che un minatore
russo degli anni Trenta si preoccupasse di qualche scarica
di diarrea o di qualche puzzetta di troppo?
Vabbé, dicevo, la sindrome del colon irritabile non è ancora
ben conosciuta, e ci si limita ad etichettarla come disturbo
funzionale. Però i sintomi sono ben noti: una repentina
corsa in bagno la mattina appena alzati, dolori addominali e
intestinali simili a coliche, diarrea o stitichezza
(dipende), gonfiori e brontolii di stomaco, mal di schiena e
via dicendo. Io sinceramente non so se Stachanov avesse
questi sintomi, ma quello che mi ha portato a formulare la
tesi qui esposta, sono le cause che spesso portano a questa
sindrome. Vi spiego.
Chi ne soffre? Chiunque potrebbe avere un colon spastico, ma
si presenta più frequentemente tra i 15 e i 40 anni. Al
momento del suo stupido record, si presuppone che Stachanov
avesse un’età ampiamente compresa in quel range. Il fatto
che la sindrome sia comune prevalentemente nei paesi
occidentali non vuol dire una sega, secondo me. È solo che
il nostro eroe non aveva tempo di andare dal medico a farsi
dare una ripassatina; doveva stare in miniera, con o senza
il colon a puttane. Si sa che non esiste una sola causa
scatenante della sindrome, ma si sa con certezza che non
vada ascritta solo a patologie cliniche. Anzitutto occorre
vedere, una volta stabilito che c’hai un colon un po’
fragile, come somatizzi l’andirivieni della vita quotidiana.
È una questione psicologica, prevalentemente. È lo stress
che ti fotte. Ora immaginatevi il nostro povero Aleksej,
minatore indefesso della zona del Donbass, e mettetevi nei
suoi panni. Dovete estrarre antracite, tagliare carbone
tutto il giorno, tutti i giorni, con turni massacranti. Che
magari ti piace anche ma, non è per dire, io non ci credo.
Non mi convincerete mai che la vostra massima aspirazione è
stare sottoterra a fare il minatore, dev’essere anzitutto un
lavoro ripetitivo, alienante, ma non come stare a incollare
francobolli in un ufficio postale, non credo, lì in miniera
ti devi fare un culo così. E se non è stressante lavorare in
queste condizioni, cosa lo è? Quindi Stachanov era
stressato.
Passiamo oltre. In rari casi la sindrome, che generalmente
colpisce persone senza particolari problemi fisici o
psicologici, può essere indotta da un abuso fisico o
sessuale. Su quest’ultimo punto non vorrei pronunciarmi;
primo perché non conosco le abitudini sessuali del nostro
eroe (anche se non credo che scopasse molto, visto che era
sempre rintanato sottoterra); secondo perché qui non si fa
gossip. Sono cose serie. Stachanov non lo so, se quanto e
come scopava.
Anche una cattiva alimentazione può contribuire. Secondo voi
in quel periodo storico, e in quelle condizioni economiche,
mangiavano cibi macrobiotici, bevevano acqua povera di sodio
e si ingollavano fermenti lattici vivi, pappa reale, fibre e
vitamine dalla A alla Z? Ma fatemi il piacere. Stachanov
mangiava da schifo.
Il fumo non aiuta, anzi. Chi soffre della sindrome non
dovrebbe toccare una sola sigaretta: la nicotina ha un
grande effetto sul sistema nervoso, il resto vien da sé. Non
so se Aleksej fumasse sigarette, tabacco arrotolato, pipa o
che altro, ma so che fare il minatore, con tutte quelle
merdose esalazioni solforiche, è molto peggio che farsi una
paglia di tanto in tanto. Quindi Stachanov era un fumatore
incallito, garantito.
L’alcool, poi, non ne parliamo. Anzi parliamone: il
cicchettino ha un effetto depressivo del sistema nervoso e,
specialmente se assunto in grandi quantità, interferisce con
il corretto funzionamento dell’intestino, oltre a sviluppare
la candida (amica del colon incazzato). E qui arriva il
colpo di scena: su la Repubblica del 16 maggio 2000 venne
pubblicato un articolo a firma Serena Vitale che si
intitolava: “Stachanov, alcol e gloria”. Ancor più
esplicativo il sottotitolo: “Fu un eroe del lavoro o un
indolente ubriacone?” Sono propenso a dire: la seconda che
ha scritto. Stachanov era uno a cui piaceva alzare il
gomito, e non solo per dare picconate e badilate.
Ricapitoliamo, quindi: stressato, cattiva alimentazione,
fumatore e alcolizzato. Solo questo potrebbe avvalorare la
mia tesi, ma c’è dell’altro. Si parla, come dicevamo, di una
malattia psicosomatica. Ecco, secondo me Stachanov non ci
stava con la testa, dal punto di vista psicologico era un
disastro. Ecco il perché. Dopo la sua celebre impresa del 30
agosto 1935, venne insignito dell’“Ordine di Lenin” per i
suoi meriti, e dopo un anno lasciò i pozzi per divenire un
amministratore di miniere e insegnare il suo particolare
metodo produttivo basato sull’organizzazione e la divisione
del lavoro. Un ruolo di responsabilità, altro stress, un
vagonata di ulteriore stress. C’è un piccolo particolare,
però: solo di recente le autorità sovietiche hanno svelato
un piccolo retroscena: Stachanov fu aiutato da altri
minatori in quell’impresa. Era tutta una bufala inventata
dal regime, a scopo propagandistico. Stachanov, quindi,
visse nella gloria con la consapevolezza di essere un falso,
un mentitore più che un minatore, e soprattutto un burattino
del regime stalinista. Aggiungiamo un'altra badilata di
stress.
Ora, riflettete un attimo. Anche a voi, nelle stesse
condizioni di Stachanov, sarebbe venuta la sindrome del
colon irritabile, o no?


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