[Disclaimer: nel racconto che segue, causa una strana forma di Megaloman, userò il Singolaris Majestatis. Scusate]
Se fossi un sociologo, un filosofo, un tuttologo, insomma un qualsiasi ospite del Costanzo Show, definirei la farmacia in cui mi trovo (anzi: tutte le farmacie) come il moderno tempio della venerazione del sé fisico, facendo ovviamente confusione con le palestre, i bagni turchi e le docce solari; oppure, meglio ancora: la farmacia vende farmaci che non fanno niente a persone che non hanno niente. Insomma, una di quelle frasi che potrebbero benissimo stare nelle Formiche, nel loro piccolo, del cazzo. Puttanate così, insomma. Tanto, non ho niente da fare. Aspetto. Il Biotricotest. Un attimo, ora spiego. Qualche tempo fa lessi (con la L minuscola, mica dio) su una rivista scientifica che… Calmi. Ho mentito, non è vero che leggo le riviste scientifiche tipo Focus, La Macchina del tempo, La mia mansarda e Quark. Insomma, ricomincio. Qualche tempo fa mi hanno detto che se c’hai qualche problema, qualsiasi problema, è perché ti alimenti male. Mica tu, io. È che ci sono certi cibi a cui sei allergico; e quelli non li mandi giù, in tutti i sensi. Non li degerisci bene. Non li tolleri, appunto. È per questo che un test sulle intolleranze alimentari può cambiarti la vita. Un po’ come una fumata bianca, se sei Ratzinger Zeta. Bene, eccomi. La farmacista, che si vanta di essere l’esperta della cura dei problemi alimentari, ha, a spanne, una quindicina di chili di soprappeso. Cominciamo male. Si avvicina, goffamente, con un paio di forbici e mi dice, Girati. No, un attimo, parliamone. Su, le devo tagliare i capelli. Sfumatura alta, grazie. Mannò, solo una ciocca, per il biotricotest. Ah, uno e trico. Mi ci ficco. Ché lo so adesso, dopo una disperata ricerca sul dizionario, che la tricologia è branca della medicina che studia la struttura, le funzioni e le malattie dei peli e dei capelli. Quindi, deduco, tricolore significa “capello tinto”. E capisco anche perché il tricheco perde il trico ma non il vizio. Lo so, sono cazzate, ma intanto che mi taglia un ciuffetto tricologico è meglio che non pensi al fatto che ‘sto cazzo di test mi costerà 80 euri. Che sono 26 pacchetti (più due paglie) di Camel Light. Menomale che non fumo più. Nemmeno passivamente. Gli esiti, che devono arrivare da un laboratorio di Padova, sono qui adesso, dopo quindi giorni. Leggo. Biotricotest. Risposta. Presunto campo di disturbo alimentare. Mela. Zucchero. Patate. Pomodoro. Colpito e affondato, cristo. Ma come cazzo si fa a essere allergico alla mela? E tutte quelle stronzate che toglie il medico di torno, e Melinda e Melinda di Woody Allen, e il pestone sulla testa di Newton, e la puttana Eva peccatrice originale? Ma vaffanculo, nemmeno lo strudel mi posso più sparare. Eppoi niente Macintosh. Per non parlare dello zucchero. Il novantanovevirgolanovantanove percento delle cibarie sono fatte di zucchero. Di canna e di barbabietola. Niente zucchero? Niente pillola, sennò non va giù (lì, Andrews). Cazzi amari. E la patata? Non tirava, un tempo? Cazzo, come faccio senza Dixi? E le Rustiche? E le patate al forno che fanno compagnia al pollo, figlio di Apelle, figlio di troia? Ma la cosa peggiore è che ho scoperto che la fecola di patata è uno degli ingredienti della Vodka. Niet. Ma il peggio deve ancora venire. Il pomodoro. E quindi il passato di pomodoro: pomodorai. E, diomio, pure il sugo. La pizza! Il ragù! La pummarola ‘ncoppa! Arnaldo Pomodoro! Pomodoro a 18 carati! Addio, patacca rossa sulla canotta. La farmacista tracagnotta mi spiega che è dura, ma ce la posso fare. Crede in me. Ma, con un piccolo aiuto farmaceutico, tutto sarà più facile. Ma è legale?, chiedo. Certo! Niente creatina, nandrolone, o peggio un farmaco anoressizzante come il Plegine? Mannò, parlo di omeopatia. Oh, cazzo. Omeopatetica troia. Lasciamo stare, cristo. Io le sputo, le pillole omeopatiche. Ché mi avevano spiegato che un’infinitesima quantità di medicinale naturale, assunto per un tempo pressoché infinito, può sostituire i farmaci classici. Ma vaffanculo, va’. Omeopatia portami via. No, sono omeopateo, non ci credo. Pago questi omeofarmaci circa 50 euri. Ora sono cinque giorni che non mangio patate, pomodori, zucchero, mele e farmaci omeopatici. Mi sento come uno che non mangia patate, pomodori, zucchero e mele. Non la tollero, ‘sta cosa.
Ora che sei vecchio e non ti tira più dai la colpa all'alimentazione?
> La farmacista tracagnotta mi spiega che è dura, ma ce la > posso fare. Crede in me. Ma, con un piccolo aiuto > farmaceutico, tutto sarà più facile. Ma è legale?, chiedo. > Certo! Niente creatina, nandrolone, o peggio un farmaco > anoressizzante come il Plegine? > Mannò, parlo di omeopatia.
Guarda, loti dei farmacisti che ho conosciuto sono così. Ti consigliano l'omeopatia, voglio dire. Ma perchè scrivo così? Ti copio. Macchicarrosenefotte! I farmacisti,dicevo. Hanno consigliato a mia moglie - un anno fa - un farmaco omeopatico. Lei aveva un calazio. Le hanno detto: "Non si faccia operare, usi questo". Un farmaco omeopatico. Costava tantissimo. Per un calazio. Un'operazione di tre minuti. Due mesi di farmaco, un occhio diventato enorme. Non è servito a un cazzo. Alla fine si è dovuta far operare lo stesso, era incinta e mancava una settimana al parto. Vaffanculo ai farmacisti omeopati.
> Io le sputo, le pillole omeopatiche.
Ficcale nel culo della farmacista cicciona, può darsi che vadano prese così.
Il giorno Thu, 12 May 2005 10:28:46 +0200, "Moska" <mo...@moska.it> scrisse qualcosa che destò la mia attenzione:
>[Disclaimer: nel racconto che segue, causa una strana forma >di Megaloman, userò il Singolaris Majestatis. Scusate]
Sto a piagne dal ridere. Sapevilo. G P.S. magna quello che te pare, esistono solo le allergie, se non sei allergico fatti una pizza patate pomodori mele e zucchero.
Il Thu, 12 May 2005 10:28:46 +0200, Moska ha scritto:
> Ora sono cinque giorni che non mangio patate, pomodori, > zucchero, mele e farmaci omeopatici. Mi sento come uno che > non mangia patate, pomodori, zucchero e mele. > Non la tollero, ‘sta cosa.
ROTFLONE W l'antibiotico, l'acido acetilsalicilico e i FANS. W l'ormone, il naprossene sodico e l'ibuprofen.
> Moska
r
-- Dicono sempre hallà hallà. Ma io hallà non voglio andare, voglio stare sempre accà. Mi trovo migliore.
> > Tra l'altro quel rompicarri - il farmacista del paese, > > intendo - continua a insistere coi farmaci omeopatici.
> E' un business inimmaginabile. > Ti vendo pillole di niente a decine di euri. > Grazie a loro, ho scoperto di essere intollerante. > Ai farmacisti.
> Moska
Ma infatti capita che la mia degna metà abbia allergie varie e sparse, e fra le tante pure al voltaren o al cazzo ne so di principio attivo, così sono andato in farmacia a chiedere un qualcosa di alternativo, e ciapa li, il medicamento omeopatico, serve a un cazzo, ma non ha lo stesso principio attivo del voltaren...
> [Disclaimer: nel racconto che segue, causa una strana forma di Megaloman, > userò il Singolaris Majestatis. Scusate]
> Se fossi un sociologo, un filosofo, un tuttologo, insomma un qualsiasi ospite > del Costanzo Show, definirei la farmacia in cui mi trovo (anzi: tutte le > farmacie) come il moderno tempio della venerazione del sé fisico, facendo > ovviamente confusione con le palestre, i bagni turchi e le docce solari; > oppure, meglio ancora: la farmacia vende farmaci che non fanno niente a > persone che non hanno niente. Insomma, una di quelle frasi che potrebbero > benissimo stare nelle Formiche, nel loro piccolo, del cazzo. Puttanate così, > insomma. Tanto, non ho niente da fare.
[...]
Sempre grandissimo! Perche' non mandi questo pezzo a Beppe Grillo? Davvero, sono sicuro che lo apprezzerebbe molto
> Ma infatti capita che la mia degna metà abbia allergie varie e sparse, e fra > le tante pure al voltaren o al cazzo ne so di principio attivo, così sono > andato in farmacia a chiedere un qualcosa di alternativo, e ciapa li, il > medicamento omeopatico, serve a un cazzo, ma non ha lo stesso principio > attivo del voltaren...
> > Ma infatti capita che la mia degna metà abbia allergie varie e sparse, e fra > > le tante pure al voltaren o al cazzo ne so di principio attivo, così sono > > andato in farmacia a chiedere un qualcosa di alternativo, e ciapa li, il > > medicamento omeopatico, serve a un cazzo, ma non ha lo stesso principio > > attivo del voltaren...
Il giorno Thu, 12 May 2005 14:16:25 +0200, "Moska" <mo...@moska.it> scrisse qualcosa che destò la mia attenzione:
>> Ma mica erano state causa di quel tuo colpo della strega?
>cazzo, che memoria: vero, m'ero abbassato a prendere le >patatine.
LOL! Io mi sono stirato un lombare l'anno scorso raccogliendo la sciarpa. '75, n'annata de fero. LOL G P.S. sto rosicchiando un'altra fava di guarana', gia' sento l'intestino che romba, continuo a sostenere la tesi dell'incremento gassoso :)
Il Thu, 12 May 2005 14:20:40 +0200, oigroiG ha scritto:
>>cazzo, che memoria: vero, m'ero abbassato a prendere le >>patatine.
> LOL! > Io mi sono stirato un lombare l'anno scorso raccogliendo la sciarpa. > '75, n'annata de fero. > LOL
ROTFL Dovrebbero riconoscervi una pensione speciale a voi del '75. E pensare che alla vostra età uomini di ben altra tempra e ben altri tempi sono tornati dalla Russia all'Italia a piedi e senza amore.
r
-- Dicono sempre hallà hallà. Ma io hallà non voglio andare, voglio stare sempre accà. Mi trovo migliore.
Nel boschetto della mia fantasia c'è un fottìo di animaletti un po' matti, uno di loro Moska ha scritto:
> Non la tollero, ‘sta cosa.
Pigliate 'na pastiglia Pigliate 'na pastiglia, siente a mme ! Pe me fa addurmi' pe me fa scurda' il mio dolce amor Pigliate 'na pastiglia Pigliate 'na pastiglia, siente a mme ! Pe me fa senti' come un gran pascia' e mi inebria il cuor ! Dint' 'e vetrine 'e tutte 'e farmaciste la vecchia camomilla ha dato il posto Alle palline e glicerofosfato bromotelevisionato grammi zero zero tre. Ah ! Pigliate 'na pastiglia, siente a mme ! -- fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza Inferno XXVI