Questa non è una poesia.
E non è neanche un off topic scritto al di fuori degli argomenti
dell'ennegì.
E' uno scritto, lungo, ma non mi importa.
Scrivo perchè voglio che qualcosa di mio sia legato a iap per Carlo Berselli
che è
scomparso all'improvviso.
Quindi per Enoch/Critichino/Sversato/MariaStrofa/Librellula,e tutti
quei
suoi nick con i quali s'è presentato a me ed a tanti altri qui su iap e per
Usenet tutta nel corso del tempo
Già, il tempo.
La notizia della scomparsa e il momento in cui è stata resa nota sulla
superveloce autostrada di internet risale a due giorni fa, ma per me che la
scopro è *adesso* e mi dice *adesso* che "l'Assenza" sarà *totale*,
*definitiva* e che è come se tutto fosse già passato,come se tutto
fosse già trascorso e scivolato via per far posto ad altro che sia
più novità,
più fresca vicenda.
Per me è tempo di dolore.
Profondo, autentico,vero,reale.Che ho bisogno di condividere per iscritto.
Per me un evento luttuoso e la morte non sono mai un voltare pagina
velocemente.E vorrei che nemmeno la cosa scivolasse su iap senza
una mia parola.
Perdo una Presenza cui ero molto affezionata, una vicinanza nell'irreale
che spesso ho sentito Reale.
Ho la certezza di aver smarrito definitivamente qualcuno che leggevo
volentieri per
come si esprimeva, per quel che raccontava, per l'immagine che mi rimandava
quando lo ritrovavo e cui sempre lo associavo in maniera molto infantile...
Quella del momento in cui l'onda piena e tumultuosa si frange sullo scoglio,
lo travolge, se ne appropria solo per un attimo, prima di ritirarsi e
mescolarsi ad altra acqua ancora, ma in maniera meno violenta, più leggera.
Una immagine possente che disordina,sconvolge,mette sottosopra, rovescia
poi quasi si smarrisce da quella violenza e si raddolcisce.
E su iap ricordo spesso rovesci di parole o improperi o altrettante
celebrazioni,guasconate fatte rivelazione, racconti, commenti,apporti
di tipo critico,studi etimologici,poetate,pure
"donchisciotteschi" combattimenti,
=
Carlo.
In una parola,in un nome,Carlo.
Quindi.
Voglio che questo scritto rimanga qui,depositato per sempre, per ricordare
Carlo Berselli , perchè
Carlo Berselli è e sarà sempre una parte viva di iap.
Non solo di quella iap che io ho avuto la fortuna di vivere tempo fa, ma di
*questa* iap che continua a crescere e rigoglia ogni volta che qualcuno, con
grande generosità,postando,deponendo di suo ci chiama a far parte della
propria essenza più vera e più intima, non tanto virtuale, legandoci a lui
nel
permetterci di leggerlo.
Una volta qualcuno mi raccomandò di stare
molto attenta,mi disse che in questo virtuale non siamo che parole
vane,immagini e personalità costruite, menzognere.
Poi che la letteratura e la nostra voglia di avvininarcisi su iap sono una
cosa, la vita reale, le questioni private e personali altrui *devono*
rimanere
personali .
Io risposi quel di cui sono convinta ancora : certo, nel virtuale puoi
costruirti una personalità nuova e differente dalla tua, puoi ricrearti
tutto un mondo in cui sguazzare a tuo piacimento, ma
a lungo andare Tu_e_quel_che_sei_effettivamente
o
Chi_sei_effettivamente, verrà fuori.
Tra quei grafemi,tra quelle parole digitate in un sotto-sotto
che nolente e riluttante emergerà e galleggerà prima o poi, per quel che di
più vero c'è sempre, in ognuno di noi.
Quindi che le persone estranee ed a me completamente sconosciute con cui
entro in contatto qui in Usenet o sul Web sono virtuali, ma
fanno parte e continueranno sempre a fare parte del mio individuale,
esclusivo, mondo reale.
Ed EnochCritichinoSversatoMariaStrofa-Carlo
erano *davvero* uno che si chiamava Carlo che tuonava, poi esplodeva e
s'allargava in
ogni suo scritto e, alla fine era
davvero così, come NON si fingeva.
Io Carlo Berselli non l'ho mai visto.
Cioè.
L'ho visto solo 5 minuti fa sul blog della figlia, Serena .
E mi è scappato un sorriso.
Perchè prima di quel momento non ho mai nemmeno pensato ad immaginarmelo
legato ad una corporeità, e .
Adesso che non c'è più so che esisteva , *esisteva davvero*, anche
come natura fisica, materiale, fatta di carne e sangue.
In quasi dieci anni di amicizia non l'ho mai incontrato, nè sentito per
telefono.
E lui , molto presente nella mia posta privata, specie in un momento che
aveva intuito essere difficilissimo per me, aveva sempre avuto tanta
cortesia,tanta pazienza,molta ironia ,ma mai cattiva.
Mi strappava dei sorrisi, era sincero.
E credo di avere grossi debiti con lui ,anche se probabilmente non gliel'ho
mai saputo scrivere per ringraziarlo.
Esattamente non ricordo in che periodo abbiamo incominciato lo scambio di
mail, però mi sovviene che mi colpì immediatamente l'amore di quest'uomo
per i libri,la mente lucida, libera, la personalità.
Eclettica sarebbe dire poco.
La voglia di vita.
Fa male scriverlo qui ,adesso.
Però Carlo era lìimpersonificazione della vita da non sprecare,da vivere
fino in fondo e per me impersonificava quello scoglio che resiste,
quell'onda che si abbatte e poi si scioglie in altra acqua .
Io fui omaggiata con uno sfottò bello, preciso, mirato e molto giusto dal
primo nick di Carlo qui ,Critichino.
Che sbucò sulla iap estiva e molto sonnacchiosa dei primi di luglio del
2000.
In verità una iap poco incline alla lettura e -specie- allo sforzo
dell'interpretazione. Dopo aver postato alcuni suoi lavori come Enoch
passati completamente incommentati ,sbucò Critichino.
Quella era l'epoca in cui lo iap-poeta postava , poi andava a sdilinquirsi
in
micro apprezzamenti entusiastici in un thread di un altro poeta, allo scopo
che quegli ringalluzzito restituisse il "favore".
Gli sviluppi critici o gli studi sui versi sempre poco apprezzati si
andavano estinguendo e finanche semplici letture a commentario parevano
incominciare ad essere di troppo.
Iap si animò, nell'afa prese vigore e caddero le barriere ,si costituì in
esercito in buona parte "tuttiuniticontro" Critichino che si rivelò essere
il peggior
rompi-equilibri(palle) mai visto.
Ce ne fu per tutti.
AlbertOdino gli dedicò una "Apologia( non autorizzata)",
però fu con merla, per la poesia "Maldive" che spuntò l'altra faccia della
medaglia :
dopo Critichino che criticava, nasceva anche Lodatore che lodava.
A me disse come ero. Come mi "vedeva "leggendomi .E mi strappò una risata.
Devo confessare molto a denti stretti, ma alla fine risata fu.
Ed è così che me lo ricorderò, sempre ridendo.
Questo mi sembra importante per essere una delle cose che mi seguirà nella
memoria, in futuro, di lui .E voglio scriverlo a Serena, sua figlia.
Risate,ecco.
Pure molto tempo dopo, quando arrivò Sversato.
Che come inizio piagnucolante debordò in tutta una serie di dialoghi con
Merlino e con
Satollo.
Indimenticabili.
Di lui in quanto Sversato potrei raccontare delle guerre.
Di come si buttava a capofitto nella pugna.
Di come andava fino in fondo a tutto, nel bene e nel male, di come si
incaponiva salvo poi correggere immediatamente il tiro se si rendeva conto
di essere in errore.
A me una volta chiese scusa per essere stao esageratamente non so che. Ma
esageratamente :) lui.
Ricordo che non sopportava gli errori di trascuratezza nei post,le
ovvietà,le ipocrisie.
Sversava intervenendo, (inaugurò tutta una serie di post poesia +etimi
della parola), vivacizzava, mazziava alla"cecata", rimbrottava, [CANE
ANALFABETA!] ,raramente lodava
e si esprimeva con una dialettica colta che non aveva pari , una fra le più
godibili da me mai lette ,condita da una mordace ironia pure ,a volte,
autolesionistica; sfotteva, "sfruculiava"
deliberatamente, disturbava canzonava ed irrideva, peccava
e poi pure si assolveva.
Ma un essere umano.
Che mi ha anche colpita perchè qui non s'è mai vergognato di mostrarsi per
quello che era.
Incazzato, esageratamente allegro, sfottente, drammaticamente innamorato
perso, geniale,deluso, arrabbiato,clamorosamente vendicativo con i "nemici",
capacissimo di riconoscere la letteratura, e lodare la vera arte quando la
scovava,
affettuosamente gentile con gli amici, preoccupato e capace di condividere
gli accidenti di salute con chi stava male : un essere umano .
Quando uno dei consueti postatori,ebbe un gravissimo incidente d'auto,
con una delicatezza preoccupata fece spesso da tramite fra noi e lui
tenendoci al corrente e alla fine, so per certo, anche andandolo a
trovare personalmente.
Un essere umano, mi ripetevo e ripeto a voi. Mentre una qual certa peggiore
iap,( per fortuna non tutta) continuava flemmaticamente a far scivolare ogni
sua cosa,senza una sosta.Poetando, criticando, leggendo, facendo pure
sfoggio di muscolatura culturale, senza voler incontrare l'umano fermandosi
con
un semplice
post di saluto,
o di partecipazione.
Posso anche raccontare della generosità di Sversato.
Carlo era di natura molto generosa e la sua generosità si scioglieva da lui
in molti modi.
Se fiutava intrallazzi ai danni di qualcuno nel sottobosco
"iapincontrinelreale" o
"iaporganizziamocipervendicarcidiqualcuno" sbucava e raccontava quello che
sapeva, o lancia in resta partiva in difesa attaccando e *dimostrando*, come
fu una volta per me, l'infondatezza stupida e pretestuosa di certe inutili
posizioni.La cattiveria gratuita di certi personaggi, i meschini
atteggiamenti
di altri ancora.
Se gli si chiedeva un parere letterario o un consiglio,anche di lettura,
partiva in quarta sgommando e
non si risparmiava.Citava, raccontava, ma io rimanevo ammirata non tanto da
quel che
mi andava svelando, quanto dalla sua maniera di chiamare il suo
interlocutore ad
amare ciò che egli aveva amato, a farlo entrare nel suo rapporto
libro+lettore.
I libri, si capiva, erano il suo più grande amore dopo la figlia.
Poi arrivava la scrittura, ma i libri...
Erano la passione violenta, sanguigna e nel contempo la tenerezza.
Adorava profondamente scegliere libri e leggere e
poi raccontare dei personaggi che incontrava e
...
leggi tutto