> .............................................. > Magari andatevi a rileggere anche questo: > http://xenu.com-it.net/xt/rdm_solidarieta.htm > e traete le vostre conclusioni. > ............................................ > Martini
Segnalo il link come non funzionante.
Salud!
Ribelle60 :) -- "Non ho paura degli urli dei violenti, ma del silenzio degli onesti" Martin Luther King.
Ero d'accordo che tu stoppassi gli aggiornamenti del sito per seguire quello che più ti interessava... sarebbe stato nostro compito riempirlo con interventi, traduzioni e post.
Ora però mi rendo conto che il sito è stato proprio chiuso del tutto. Francamente non so come commentare perchè senza quel sito io non sarei qui e questo ng non esisterebbe.
La prima cosa che mi verrebbe da dirti è di non curarsi di coloro che vogliono denigrare un lavoro che è sotto gli occhi di tutti: l'unico vero sito critico italiano e l'unica risorsa decente su Scientology. E sull'altro lato della bilancia cosa abbiamo? Chi? Mi chiedo come puoi prendere in considerazione attacchi provenienti da fonti che hanno prodotto molto fumo ma niente arrosto. I passerotti non comprendono l'ambizione delle aquile, ricordalo.
Io però credo che tu non sia realmente incazzata con i personaggi da te nominati: Gardini, Giuseppe o Kumbaz... quanto con le associazioni da te nominate che, per tutti questi anni, ti hanno solo sfruttato come risorsa a costo zero e dato in cambio null'altro che indifferenza ed ostilità.
Quindi, pur sostenendo che la perdita di Allarme sarebbe un danno enorme, ti appoggio e speriamo che queste associazioni, non avendo più la loro mucca preferita da mungere, si diano una svegliata ad intervenire e moderare i loro membri più indisciplinati.
On 1 Gen, 21:51, Martini <mart...@xenu.com-it.net> wrote:
> Rispondo qui a tutti quelli che hanno protestato con me per la > l'inagibilità di Allarme, invece che protestare con chi - da dovere > statutario - dovrebbe fare informazione e proteggere e aiutare le > vittime di sette. Si veda elencowww.allarmescientology.it.
CUT
Credo che Martini non ce l'abbia tanto per la mancanza di riconoscimento da parte delle associazioni ma per la tacita e continuata accettazione di quello che io chiamo approccio Lorita Tinelli da parte delle stesse.
L'approccio Lorita Tinelli sembra rispondere efficacemente alle esigenze del mercato. Molti ex di gruppi positivi o negativi che siano, sono arrabbiati. Non vogliono o non sono ancora pronti a superare la loro esperienza, ma vogliono punire coloro che ritengono i responsabili della loro sofferenza. Dirgli che non solo il risarcimento, la punizione, ma anche l'umiliazione e la cancellazione di questi responsabili è a portata di mano dà sicuramente molta più soddisfazione che incoraggiare le persone a capire il perchè e a ritrovare un nuovo equilibrio.
Lorita Tinelli non solo dice, ma anche fa concretamente.
Come si è visto in questi mesi aiutare Patrizia Bortolato (nome che ho appreso da FIRS alcuni giorni fa) a superare l'esperienza non sembrerebbe far parte del programma o almeno non sembrerebbe efficace. Non solo, mantenere e rinfocolare attraverso il forum la rabbia degli ex, fornisce una base di attivisti determinati e fanatici pronti a difendere spontaneamente l'antisette di riferimento quando necessario. Sempre la vicenda di Patrizia Bortolato che sembra occuparsi a tempo apparentemente pieno di manovre parallele e insulti sotto varie forme a difesa di Lorita Tinelli è emblematico.
L'approccio Lorita Tinelli è stato finora anche vincente nei confronti dei media che non chiedono sfumature, ragionamenti, analisi, ma chiedono mostri e tragedie. Lorita Tinelli peraltro grazie all'Assotutor di Dino Potenza (http://pietrobono.blogspot.com/2008/10/ presidente-f.html) riesce a garantire al suo Cesap e al movimento antisette un incontrastato accesso a TV e giornali di evidente impatto. E' anche grazie a questa esposizione mediatica che Lorita Tinelli avanza nella sua pretesa di leadership.
C'è un terzo elemento interessante ed è quello dei risarcimenti. In astratto il principio del risarcimento è sacrosanto, nella pratica mobilita, almeno in alcuni casi, anche persone con interessi economici. In particolare un ruolo interessante svolgono gli avvocati che offrono consulenze alle vittime e che, almeno potenzialmente, possono trarre un beneficio economico dalle azioni giudiziarie. Si tratta di un conflitto di interessi che evidentemente non aiuta a pacificare le persone.
L'approccio Lorita Tinelli escluderebbe di fatto la ricerca scientifica perchè inutile. Le sette sono facilmente identificabili perchè qualcuno è insoddisfatto di loro e sono tutte uguali. Non bisogna fare invesitmenti ulteriori oltre a comprarsi il libro di Margaret Singer, che almeno fino a due giorni fa era distribuito gratis da Martini.
Un corollario non necessario ma inquietante è l'atteggiamento dell'approccio Lorita Tinelli verso critici e colleghi. Sarebbe logico aspettarsi che essere contro le sette significhi essere a favore della trasparenza, del libero confronto, del diritto di critica. Al contrario, prevede la denigrazione dietro le spalle come è accaduto nel caso Di Marzio (http://www.cesap.net/index.php? option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=7472&catid=26) e suppongo nel caso Martini e il ricorso alla Magistratura o all'ordine professionale (Radoani, Di Marzio) per impedire il lavoro dei colleghi. Nel caso Di Marzio, a mio avviso, il movente è la necessità di impedire a tutti i costi che le cose vadano diversamente, che la realtà non sia quella univoca e priva di sfumature (se non addirittura quella opposta) di quella descritta. Il colpo lo si può perdere in un dibattito accademico che può far perdere il protagonismo faticosamente conquistato.
E' chiaro che di fronte a questo approccio, un metodo che cerca di capire, distinguere, aiutare prima di tutto gli ex a vivere felicemente risulta meno appetibile. Soprattutto per chi cerca la notorietà mediatica.
Questa è per me una battaglia per la leadership ideologica e fattuale del movimento antisette italiano in cui una serie di ex di scientology sono a mio avviso stati più o meno manipolati. Non dimentichiamo che il casus belli è stato un post di MPG in cui difendeva l'approccio Lorita Tinelli denigrando Martini, la Di Marzio e altre persone.
E' una cinica battaglia a cui penso che Martini faccia bene a sottrarsi.
On 2 Gen, 15:27, Giuseppe <c.giusepp...@gmail.com> wrote:
> Art. 21, come mai quando Simbolico chiese direttamente al signor
Se la tua intenzione è parlare di Arkeon, c'è un NG dedicato che tu peraltro già conosci. Puoi provare a postare lì le tue domande se c'è ancora qualcuno che ha qualche voglia di darti ancora retta.
>>se il riferimento è a me, invito gentilmente la signora Po a moderare >>i toni ........
Basta!!!! veramente non se ne può più!!!! Sei uno sfinimento! E non lo dico ma deriderti ma proprio perchè hai veramente "sfrantumato" qualunque minima intenzione di ascoltarti! La tua è veramente una ossessione da curare!
Salve a tutti, sono Pietro Bono e ho seguito in silenzio e con attenzione questo NG da oltre un anno. Avrei molte cose da dire, ma una desidero dirla subito. Desidero ringraziare infinitamente Simonetta Po’. Se non fosse stato per Allarme Scientology e per il prezioso materiale in esso contenuto, e se non fosse stato per il coraggioso atto di solidarietà offerto da Simonetta a Raffaella Di Marzio http://groups.google.com/group/free.it.religioni.scientology/browse_t... nel Marzo 2008, le conseguenze di una campagna, a mio avviso, irresponsabile fomentata dalla Dott.ssa Tinelli del Cesap Bari, avrebbero prodotto conseguenze senz'altro ben più gravi del macello che comunque è avvenuto, rispetto al caso Arkeon.
Ho già espresso alcune mie considerazioni, oltre che a fatti documentati e incontrovertibili, nella mia comunicazione alla FECRIS dell’Ottobre 2008 http://pietrobono.blogspot.com/ Desidero anche aggiungere che dopo quella comunicazione, alle mie ripetute e, credo, più che civili richieste di un incontro con l’ARIS Toscana, delegata dalla FECRIS per approfondire la mia segnalazione, non solo non è seguito il ben che minimo riscontro, ma proprio il più totale e pregiudiziale disinteresse.
Ritornando al caso in questione di questi giorni, oltre a ciò che ha già detto esplicitamente Articolo21, mi sento di aggiungere una ulteriore considerazione. Il comportamento della Sig.ra Bortolato (Giuseppe-Psiche ecc.) non è assolutamente un fatto anomalo. Non entro volutamente quì nel merito delle menzogne che mi attribuisce. Ma desidero sottolineare che questa persona, a differenza di ciò che in molti quì e altrove sostengono, non è pazza. E vero invece che crede di essere una furbona. Questa persona applica semplicemente alla lettera il metodo appreso. Ciò che lei sta facendo qui e altrove da molti mesi, è semplicemente ciò che prima di lei ha visto fare da altri, ad esempio nel forum del Cesap. Se qualcuno ha tempo e interesse, può ad esempio, vedere questo metodo bene applicato dalla Dott.ssa Tinelli, con le sue bugie e giochi di parole riguardo all’uso del termine “setta”. http://groups.google.com/group/parliamo-del-cesap-bari/browse_thread/... Ciò che la sig.ra Bortolato ha fatto qui a Simonetta e altri e sul Cesap alla Di Marzio è ciò che negli ultimi tre anni è stato fatto quotidianamente, soprattutto sul forum del Cesap, nei confronti delle famiglie di Arkeon.
Un’altra parte di questo metodo è l’uso, o forse si potrebbe dire l’abuso, fatto nei riguardi delle Forze dell’Ordine e della Magistratura. Naturalmente questo fatto è direttamente legato ad una capacità non comune a spacciarsi per vittime. Dopo aver procurato questo genere di aggressioni, s’intende. Non so se Simonetta è al corrente o meno, ma il giorno successivo al suo appello di solidarietà alla Di Marzio, la Dott.ssa Tinelli ha denunciato proprio questo appello alla Digos di Bari, naturalmente trascurando di specificare che Martini è, piaccia o meno, una fonte assai esperta di questi fenomeni. E come la Dott.ssa Tinelli, hanno fatto nel corso dei mesi anche la Prof.ssa Monaco (Referente comitato vittime Psico-sette), tempestando di queste segnalazioni la Digos di Bari e anche direttamente il PM che a Bari segue il caso Arkeon.
E riguardo a questi legami, non ritengo niente affatto casuale che in questi mesi, patrocinati da una associazione anti-sette con una pregevole ma soprattutto lunga esperienza come l’Assotutor antiplagio, si stiano svolgendo corsi di formazione ad hoc per professionisti. http://www.assotutor.it/rassegna%20stampa%20tutor/quotidiano_bas_22_2... D’altronde Assotutor si era già del resto fatto conoscere per le attenzioni, tutte particolari, riservate ad un noto, e mi sia permesso, santo uomo di chiesa, il cui unico torto era di non avere peli sulla lingua.
Credo che, anche alla luce di tutto ciò, cercare di liquidare Simonetta, come ad alcuni piacerebbe, come una povera isterica permalosa, mi sembri semplicemente un fatto strumentale e di basso, bassissimo profilo. Naturalmente tutto ciò a cui faccio riferimento in queste righe non è frutto casuale, ma ha certo numerosi precedenti. Basti per il momento vedere il trattamento che a Maurizio Antonello è stato riservato proprio da coloro che lui stesso aveva sostenuto e aiutato a crescere. http://raffaelladimarzio.blogspot.com/2008/12/tasselli-di-esperienza-... Io, che come altri, per lo schifo e le falsità, che ho visto vomitare addosso a famiglie per bene in questi ultimi tre anni, ho accarezzato anche l’idea del suicidio, non ho difficoltà a comprendere come si sia sentito. Grazie per l’attenzione.
Capisco il tuo stato d'animo, Simonetta, anche se onestamente ho dei forti subbi sul fatto che l'aver reso Allarme inagibile possa spingere le associazioni anti-sette a rivedere il loro modus operandi.
E' un atto dimostrativo, certo, così come l'incatenarsi alla cancellata del Palazzo di Giustizia, ma dato il paludoso ambiente temo che la cosa passerà in sordina.
Spero di sbagliarmi.
>Ci sono molte altre cose che NON intendo discutere pubblicamente, ma >di cui le associazioni sono perfettamente al corrente, e non da ieri. >E ancora non hanno mosso un dito. Quindi protesto, e la mia protesta >deve per forza passare dal privato al pubblico.
Non avendoci mai avuto a che fare, non ho la minima idea su come siano organizzate queste associazioni; non so se possa essere realistico attendersi un intervento da parte loro.
Da quello che descrivi sembrerebbe di no, purtroppo.
>Non ho la pretesa che il "passante per caso" capisca, e mi sta anche >bene continuare a prendermi i vostri strali, invece che un >ringraziamento per quello che comunque HO FATTO da 12 anni a questa >parte, e che ho messo gratuitamente a disposizione di tutti.
Purtroppo Internet ci ha abituati a dare per scontato che basta digitare due parole sul motore di ricerca e ... voilà ... ecco che compare ciò che cercavamo.
Questo spesso ci porta a dimenticare il fatto che dietro il sito, che dietro tutta la voluminosa documentazione che appartiene (apparteneva?) ad "Allarme Scientology" ci sono innumerevoli ore di lavoro ed impegno da parte tua.
Si dà per scontato che "Allarme" sarà prese sempre lì, sembra che non ci sia nessuno da ringraziare, dato che il sito è lì, salvo poi lamentarsi quando quel sito documentato, bello e pronto per l'uso non è più disponibile.
Spero che questa azione dimostrativa spinga gli utenti a rendersi conto di quanto fosse importante l'esistenza di Allarme ... e spero anche che, ottenuto questo effetto, tu renda il sito nuovamente agibile semplicemente così com'è.
>Ma vi prego di rivolgere le vostre lamentele al GIUSTO indirizzo, cioè >alle associazioni che elenco qui www.allarmescientology.it . >Protestate con loro, NON CON ME. Era loro dovere aiutarmi e >proteggermi, e non lo hanno fatto.
Lo farò, anche se dubito che ciò potrà cambiare le cose.
>Ma l'informazione su Scientology, in Italia, l'ho fatta principalmente >io e dirlo non è "smisurato ego", è solo prendere atto della realtà - >come voi stessi state confermando. Sono online da 12 anni, 9 dei quali >anonimi.
Questo fatto molti lo dimenticano .. se non fosse stato per quel piffero che tutti sappiamo probabilmente saresti ancora anonima adesso.
E uno smisurato ego che preferisce rimanere anonimo non riesco proprio ad immaginarmelo.
Chi ti accusa di questo dovrebbe riflettere un attimo prima di parlare.
>Senza chiedere nulla o pretendere nulla da nessuno - soltanto >rispetto per la mia persona e per il mio lavoro,
Mi sembra il minimo.
>e aiuto e protezione >da parte dell'associazionismo italiano
Ma si sa che quando un gruppo è formato da più di una persona (!) cominciano le divergenze, le critiche e le invidie.
>che nonostante disponga di una >ex scientologist di altissimo livello, scrittrice, laureata in lingue >e in contatto con ex di alto livello di tutto il mondo, alla fine per >avere informazioni complete e attendibili sul movimento fa ricorso a >me.
Certo che utilizzare ampiamente informazioni e traduzioni prelevate dal sito di una persona, mentre allo stesso tempo la si critica pesantemente e si cerca di sminuire il suo lavoro, non è indice di gran stile.
E ora, con il sito "spezzato", costoro dovranno impegnarsi un po' di più anzichè trovarsi la pappa cucinata da te, come'è stato finora.
Spero solo che non si finisca col buttar via bambino e acqua sporca insieme, perchè nel mentre che la varie "beghe interne" (riassumiamole con questo termine) proseguono, Scientology si frega soddisfatta le mani.
>Ma io e il mio lavoro sembriamo non >valere nulla,
Probabilmente qui ti riferisci a fatti inerenti le associazioni di cui sopra, perchè a livello di utenti ti posso assicurare che Allarme viene apprezzato, eccome se viene apprezzato!
>Consiglio unicamente di non sottovalutare ciò che ha scritto >Ribelle di recente, e soprattutto ciò che ha scritto oggi stefano74 >Message-ID:
Ho letto ... mah ... a me - che continuo a pensare che 2+2 fa sempre 4 e che agitarsi fa male alle coronarie e quindi è cosa da evitare accuratamente - sfugge del tutto come ci sia chi ha tempo ed energìa per fomentare, sobillare, aizzare, tramare, ecc.. ecc... queste sono attività che mi causano sonori sbadigli.
Certo che se la cosa assume la valenza dello stalking, allora lo sbadiglio si trasforma rapidamente in sguardo da killer ... ma possibile che 3/4 sciaquette riescano ad ordire uno stalking peggiore del vecchio autore degli sms minatori?
Ci ho messo il naso e ne sono subito uscito: ma come si fa a frequentare un forum del genere?
>luogo molto caro a Patrizia Bortolato alias Psiche/Giuseppe, >fedele utente e vezzeggiata top poster dei forum del CESAP Bari,
non ho il piacere di conoscerla
>e se avete >lo stomaco scorrete le pagine a ritroso.
No, grazie. Gli insulti che ho adocchiato mi bastano.
> Soprattutto contro di me, di recente.
Gli insulti non fanno mai piacere e posso ferire. Ma chi sbraita prima o poi resta senza fiato, se non gli si presta attenzione.
>E tenete presente che se "Allarme" sono riuscita a farlo io - che nel >1997 sapeva sì e no accendere il computer e aveva a disposizione solo >qualche riminescenza di inglese scolastico - direi che TUTTI VOI >siete in grado di fare altrettanto, e di meglio. Per cui invece che >piagnucolare, o fare facile populismo, datevi realmente da fare.
Mi sembra una richiesta sensata e che non fa una grinza.
Molti criticano il lavoro degli altri stando seduti in poltrona ... troppo facile (e includo anche me stesso in questo gruppo) Chi pensa di poter fare meglio si accomodi.
>Per quanto mi riguarda, Allarme tornerà attivo solo e quando i >destinatari della mia protesta usciranno dalla posizione di ambiguità >e fondamentale ignavia in cui dormono da anni.
Su questo non sono particolarmente ottimista (ma forse lo si era già capito).
>Mi spiace se tante persone resteranno prive di informazione, ma >ribadisco che sono soltanto una semplice e privata cittadina senza >alcun dovere e impegno statutario, senza schiere di volontari e >tirocinanti che altri vantano, senza altisonanti patrocini o >quant'altro. Purtroppo si tende a dare per scontate troppe cose, come >ha scritto Erni. Sono soltanto una come voi. Per cui riflettete su >come voi, ognuno di voi e personalmente, si sentirebbe al posto mio - >anche nel doversi sorbire le vostre lamentele e rimostranze.
Corretto.
>Informarvi NON è un mio dovere,
Pienamente d'accordo.
>è stato soltanto un gesto di buona >volontà.
E' una constatazione amara: ma purtroppo la buona volontà non basta per essere al riparo.
Ad esempio: anche un Gino Strada, che con Emergency porta avanti un gesto di estrema buona volontà, correndo rischi personali che nessuno gli ha ordinato di prendersi, non può sottrarsi alle critiche e agli attacchi, anche feroci e a volte pretestuosi ed ingiusti.
Così va il mondo e dobbiamo farcene una ragione.
Io spero che chi nei movimenti anti-setta dovrebbe darsi una svegliata lo faccia in fretta.
Non penso a vera malignità da parte di qualcuno, quanto più a un insieme di non-conoscenza, pigrizia, approssimazione, sbadataggine e reazioni istintive fuori controllo.
A proposito di quanto sta accadendo ora il saggio di Chris Owen è illuminante, con buona pace di Giuseppe o chi diavolo esso/egli/ella sia, cui consiglierei di rileggerlo con attenzione.
Non tema, il fatto che la psiche-patica si sente una furbona era palese. L'apprezzamento "pazza" era semplicemente inteso nel senso di "così pazza da non rendersi conto di essere trasparente".
E' un piacere vedere che anche altri si sono stufati. Di costei e della sua mentrice (mentore mi pareva inadatto, essendo non riferibile al sesso...).
Ribelle60 :)
-- "Non ho paura degli urli dei violenti, ma del silenzio degli onesti" Martin Luther King.
> On Fri, 2 Jan 2009 12:35:54 -0800 (PST), Pietro Bono
> <bono.pie...@gmail.com> wrote: > >Non so se Simonetta è al corrente o meno, ma il giorno successivo al > >suo appello di solidarietà alla Di Marzio, la Dott.ssa Tinelli ha > >denunciato proprio questo appello alla Digos di Bari, naturalmente > >trascurando di specificare che Martini è, piaccia o meno, una fonte > >assai esperta di questi fenomeni.
> Sì, sono al corrente del fatto che la Tinelli ha scritto al magistrato > inquirente cercando presumibilmente di coinvolgermi nelle indagini sui > maestri Arkeon, gruppo con cui non ho mai avuto nulla a che fare. Del > resto le velate minacce già fatte su questo NG nell'aprile scorso da > tale "letizia", oltre ai continui riferimenti a "indagini della > magistratura" che sarebbero in corso su di me fatti da Patrizia > Bortolato, me lo avevano fatto sospettare già prima di essere > informata dell'esistenza agli atti di quel documento a firma Lorita > Tinelli, presidente del Cesap Bari.
Tinelli e Bortolato (chiunque siano) dovrebbero stare molto attente a come si comportano... ...far iniziare indagini su qualcuno comporta comunque notevoli responsabilità, certamente etiche e morali, qualche volta civili e penali. Esattamente come danneggiare la reputazione senza avere elementi certi e concreti non è mai piacevole per nessuno: in particolar modo per chi si arroga il diritto di "alludere".
A prescindere da ciò (e mi scuso per l'assoluta mancanza di tatto) se hai qualche carta mi piacerebbe dargli un'occhiata. Giusto per fini accademici... ;) ... e senza onere alcuno! ^_^
Giovanni
PS A volte ritornano... ma solo nei momenti più critici... ^_^
On 4 Gen, 15:25, Giovanni Volpi <GiovanniVo...@gmail.com> wrote:
> A prescindere da ciò (e mi scuso per l'assoluta mancanza di tatto) se > hai qualche carta mi piacerebbe dargli un'occhiata. Giusto per fini > accademici... ;) > ... e senza onere alcuno! ^_^
> Giovanni
Ciao Giovanni, e bentornato! mi fai avere privatamente una tua mail funzionante? Giovanni non risponde. E Lu? E la padella?
vorrei dire anch’io la mia circa la scelta di Martini di chiudere AS. Seguo questo NG da circa un annetto in quanto appartenente ad Arkeon e forse questo mi consente di vedere le cose da una prospettiva leggermente diversa - per certi aspetti forse più ampia - da quella che mi sembra qui prevalere. Premetto che il mio scopo non è parlare di Arkeon, né di Martini, né di Scientology, ma di qualcosa che riguarda anche voi, il gesto di Martini, e che i più in questo NG non sembra di cogliere.
La decisione di Martini era probabilmente inattesa e ha scatenato una quantità di interventi tesi a mostrarle l’apprezzamento e la solidarietà che ritenevate le fossero mancati: le sue riposte hanno chiarito che non era quello l’obiettivo.
Molti hanno letto la diatriba in un ambito puramente “scientologo” come un conflitto tra Martini e la Gardini, o tra lei e Sotgia o addirittura tra lei e Psiche/Giuseppe: ma non avrebbe avuto senso chiudere AS per questo motivo e infatti anche qui Martini ha chiarito che il motivo è altro.
E’ probabilmente andato meno lontano dal vero chi ha detto “chi tocca Arkeon muore”, individuando nel suo intervento a favore della Di Marzio la causa scatenante di tutto quanto è seguito e “maledicendo il giorno” in cui Martini aveva invitato quelli di Arkeon su firs.
Qui mi verrebbe da dire “fuochino”. Certamente è vero che, nella sequenza dei fatti, a quell’intervento in favore di una persona espressasi (si badi bene) non in difesa di Arkeon ma in favore di un approfondimento su Arkeon sono seguite la sua segnalazione all’autorità giudiziaria da parte della Tinelli, l’ingresso su Firs di Psiche/Giuseppe prima attiva solo sui forum relativi ad Arkeon, quindi la querelle con la Gardini e di lì tutto ciò che conoscete meglio di me. Tra l’altro Martini non è che l’ultima delle “vittime che hanno toccato Arkeon”; prima di lei è venuta la Di Marzio (http:// groups.google.com/group/it.cultura.newage/browse_thread/thread/ a39a4824fa73c721/ 2e1cc3f54f34cbf0?hl=it&q=arkeon#2e1cc3f54f34cbf0) e prima ancora Padre Raniero Cantalamessa (http://www.assotutor.it/news/ 2007/07-16.html, http://www.cantalamessa.org/it/articoloView.php?id=209), ovvero persone che - come lei - con Arkeon non c’entravano nulla, che mai lo avevano conosciuto frequentato e che probabilmente non ne condividevano, per il poco che ne conoscevano da fuori, né tutto né molto.
Tuttavia anche la risposta “chi tocca arkeon muore” non è quella giusta. Per comprenderlo basta ricordare che Martini stessa si è definita come l’ultima di cinque “vittime”, di cui solo due (lei e la DiMarzio) per causa indiretta di Arkeon, mentre le altre tre – di cui cito segnatamente Silvana Radoani dell’Asaap (http://www.asaap.org/ documenti/cesap.pdf) e Cristina Capresi del Cesap Friuli (http:// www.cesap-friuli.net/node/89) - risalgono a prima del caso Arkeon e non hanno mai avuto alcuna relazione connesso. E anche l’acrimonia che sta crescendo sul caso Sotgia, che certo con Arkeon non ha nulla a che vedere, dovrebbe farvi comprendere che il punto è un altro.
Il punto ha a che vedere con ciò che da anni accade nel mondo antisette. Quando nel suo messaggio di chiusura Martini fa esplicito riferimento ad alcune persone (Gardini, Tinelli, Kumbaz) e enti (Aris, Favis, Cesap), chiarisce esplicitamente che ciò che lei giudica grave (e personalmente condivido) non sono tanto o soltanto i comportamenti dei singoli (che pure in alcuni casi dovrebbero avere ben altra statura), quanto la totale assenza di reazioni e prese di posizione di associazioni del mondo antisette, che da queste persone sono rappresentate o che queste persone conoscono e che col silenzio degli ignavi nemmeno hanno espresso pareri opposti difendendo quei singoli.
Si può pensare quello che si vuole (personalmente, molto male) di una professionista come la Tinelli, che dietro le spalle “sparge veleno” contro una collega (la DiMarzio) presso tutti gli altri colleghi, che la “segnala” all’autorità giudiziaria e che fa lo stesso con un’altra collega (Martini) che interviene a difesa della prima: se tutto era morale e nobile perché non farlo pubblicamente? perché non intervenire mai in un dibattito a cui non l’hanno sollecitata i “settaroli” di Arkeon, ma dei colleghi? Ma quello che mi chiedo è cosa si debba pensare di chi, di fronte a queste modalità, non ha ritenuto di convocare un dibattito trasparente almeno tra pari; non ha ritenuto fare chiarezza e mettere ordine in questo guazzabuglio; non ha compreso - e qui è il punto che credo più importante – che in gioco non c’era un conflitto tra esponenti del mondo antisette, bensì la capacità dello stesso di cogliere le lacune al proprio interno, la mancanza di un “codice deontologico” su come gestire la valutazione dei “gruppi a rischio” e l’aiuto agli ex, le relazioni con l’autorità giudiziaria, l’incapacità di darsi delle regole per gestire conflitti interni a tutela delle persone e – in ultima analisi – della credibilità del mondo antisette.
Attualmente questo mondo sembra una specie di quartiere di periferia, abitato da quattro gatti, sconosciuto dal resto del mondo che vi si tiene alla larga, regolato al proprio interno dalla legge dell’omertà e del più forte. E’ un mondo incapace di dialogare con studiosi e ricercatori, percepiti come un pericolo da evitare perché hanno idee che non si condividono, come se solo chi ha “le ferite sulla pelle” avesse i gradi per parlare. Ma tant’è questo mondo è comunque il solo referente disponibile sia per le persone in cerca di aiuto sia per le istituzioni.
Voi potreste dire “e che mi riguarda? Io voglio solo occuparmi di fare informazione corretta su Scientology. Del mondo antisette non mi può fregar di meno”. Figuratevi cosa poteva fregare a me del mondo antisette, io volevo solo fare i miei 4 seminari all’anno (quattro!) per guardare meglio certi aspetti della mia vita e per dare ad altri la possibilità che avevo ricevuto io di potermi specchiare e conoscere attraverso un altro. Poi ho capito che, aldilà dei rilievi mossi ad Arkeon, noi eravamo nel mezzo di un’onda che veniva da prima di noi e che sarebbe proseguita oltre noi, comunque spazzandoci via come in effetti ha fatto. Ne ebbi conferma nel linciaggio mediatico di Cantalamessa (mosso da Assotutor), nell’aggressione giudiziaria alla Di Marzio (mossa dal Cesap nel silenzio pilatesco delle associazioni formalmente avvisate dalla Tinelli), nell’attacco a Martini (idem come sopra), nel raggelante silenzio opposto dalla Fecris e dall’Aris alla richiesta di un semplice incontro mandata avanzata da Pietro Bono, manco si fosse degli appestati…Mole delle modalità oggi in uso erano già state usate nel famoso caso dei Bambini di Satana a Bologna di oltre 10 anni fa (accuse indiziarie di presunte vittime raccolte da un’associazione antisette che agiva come consulente della magistratura, grande clamore mediatico prima di qualunque processo, poi il niente) e certamente proseguiranno oltre, se indisturbate, con altri gruppi…è la stessa storia degli Stati Uniti anni ’90. Non si parla coi settaroli (Bono), non si parla con gli studiosi amici dei settaroli (Introvigne), non si parla con gli apostati (DiMarzio, Martini)!
Siamo all’accusa di apostasia quando la Gardini scrive “Quello che non perdono a Simonetta (Martini o Guidi) è che lei fino allo scorso anno sparava a zero su Introvigne e il CESNUR, poi la sua amica DiMarzio che all'epoca faceva parte del GRIS anche lei sparando su Introvigne ha DOVUTO lasciare il GRIS e guarda guarda è passata al CESNUR con Introvigne e si è rimangita tutto quello che aveva detto sll'emerito finto professore,e purtroppo anche Alessia/Simo si sta rimangiando tutto”! (http://groups.google.it/group/free.it.religioni.scientology/ browse_thread/thread/7b18bb7b25b38844/d43b34df95ef4817?hl=it& )
Non vedete lo sconquasso che una Psiche qualunque ha potuto gettare in un lavoro di anni. In fondo, basta colpire chi alza la testa, gli altri si ritireranno in buon ordine…in fondo cosa li riguarda?
Io credo che la cosa vi riguardi eccome. Già un anno fa (marzo 2008) ero intervenuto su questo NG, in risposta ad un dibattito aperto da Ignis (http://www.axnet.it/forum/ot-ancora- arkeon-t102046.html), per dire che secondo me si stava travisando il problema emerso con la lettera aperta della DiMarzio, scambiandolo per un contrasto tra personalità, a causa dell’INDISPONIBILITA’ a guardare fuori dei propri confini e magari a mettere in discussione alcuni assunti piuttosto fragili. Che chi allora stava pagando (la Di Marzio) era chi aveva osato farlo. Direi che in un anno da allora non è cambiato nulla, se non che si è aggiunta Martini. Non conosco Martini, se non dai suoi scritti, ma credo che il suo sgomento sia nel vedere che persone capaci “si curano il proprio orto”, che discettano tra di loro per capire chi ha detto cosa e non vedono la piega che tutto l’ambiente sta prendendo o se lo vedono non se ne curano. Credo che lo sgomento sia nel riconoscere i frutti avvelenati che negli hanno portato l’ignavia prevalsa anni fa di fronte al comportamento del Gris di Bologna nel caso Dimitri, la paura di alzare la testa da parte di chi in passato è entrato in conflitto con il Cesap (le prime tre vittime). Conosco questo dolore. E’ quello che in tanti di Arkeon abbiamo provato quando la paura per le modalità del Cesap ha cominciato a fare breccia tra le persone e molte, una alla volta, si sono defilate in buon ordine. A far finta di non aver perso nulla. Come mi sembra fare chi qui scrive “comunque ho salvato tutto AS in locale…ho trovato un altro sito inglese con tanto materiale”…ma sì, studiamo!
Grazie Cosimo per quel che hai scritto, perchè hai colto perfettamente il punto e lascio quotato tutto il tuo post, sperando che qualcuno sia ulteriormente invogliato a leggerlo.
Tanti altri, più addentro al "nostro mondo" (quello dell'associazionismo o che ruota attorno ad esso, o ha avuto a che fare con esso) mi hanno scritto privatamente per dire più o meno quello che così bene hai scritto tu. Perchè se è vero che esistono vittime delle sette, è altrettanto vero che esistono vittime degli antisette. Gente che, come in ogni "setta" che si rispetti, ha paura a parlare e ad uscire allo scoperto, perchè ora come allora si sente sola.
Le associazioni italiane si devono svegliare, certe posizioni letargiche assunte in passato ci hanno portati a questo punto. Allarme Scientology, volenti o nolenti, è un punto di riferimento e io ho tirato la cannonata con l'unico strumento che avevo a disposizione: il mio sito. Poi chi vuole capire capisca, chi è chiuso nelle quattro mura di scientology, dentro e fuori, non capirà ma pazienza. Ormai su di me è stato detto tutto e il contrario di tutto, prendermi anche dell'isterica o della permalosa non mi sposta più di tanto, alla fine.
E' vero che esistono delle questioni secondarie (comportamento della Gardini, che è rappresentante di associazione, e atteggiamento di Giacomo Sotgia, appena affacciatosi sulla scena). Ma alla fine restano secondarie rispetto al problema principale.
Capisco che ringraziare così apertamente un "settarolo" come te della solidarietà che mi dimostri alimenterà ancora di più quel sottobosco di cialtroni che mi vogliono a tutti i costi "amica di...", sostituire i puntini con qualsiasi fantasia vi venga in mente. Ma rivendico il diritto e la libertà di farlo senza essere messa alla gogna, o senza che per questo si cerchi di farmi fuori.
Grazie ancora. Come sempre, Martini
On 6 Gen, 20:02, cosimo <ccampidog...@libero.it> wrote:
> vorrei dire anch’io la mia circa la scelta di Martini di chiudere AS. > Seguo questo NG da circa un annetto in quanto appartenente ad Arkeon e > forse questo mi consente di vedere le cose da una prospettiva > leggermente diversa - per certi aspetti forse più ampia - da quella > che mi sembra qui prevalere. Premetto che il mio scopo non è parlare > di Arkeon, né di Martini, né di Scientology, ma di qualcosa che > riguarda anche voi, il gesto di Martini, e che i più in questo NG non > sembra di cogliere.
> La decisione di Martini era probabilmente inattesa e ha scatenato una > quantità di interventi tesi a mostrarle l’apprezzamento e la > solidarietà che ritenevate le fossero mancati: le sue riposte hanno > chiarito che non era quello l’obiettivo.
> Molti hanno letto la diatriba in un ambito puramente “scientologo” > come un conflitto tra Martini e la Gardini, o tra lei e Sotgia o > addirittura tra lei e Psiche/Giuseppe: ma non avrebbe avuto senso > chiudere AS per questo motivo e infatti anche qui Martini ha chiarito > che il motivo è altro.
> E’ probabilmente andato meno lontano dal vero chi ha detto “chi tocca > Arkeon muore”, individuando nel suo intervento a favore della Di > Marzio la causa scatenante di tutto quanto è seguito e “maledicendo il > giorno” in cui Martini aveva invitato quelli di Arkeon su firs.
> Qui mi verrebbe da dire “fuochino”. Certamente è vero che, nella > sequenza dei fatti, a quell’intervento in favore di una persona > espressasi (si badi bene) non in difesa di Arkeon ma in favore di un > approfondimento su Arkeon sono seguite la sua segnalazione > all’autorità giudiziaria da parte della Tinelli, l’ingresso su Firs di > Psiche/Giuseppe prima attiva solo sui forum relativi ad Arkeon, quindi > la querelle con la Gardini e di lì tutto ciò che conoscete meglio di > me. > Tra l’altro Martini non è che l’ultima delle “vittime che hanno > toccato Arkeon”; prima di lei è venuta la Di Marzio (http:// > groups.google.com/group/it.cultura.newage/browse_thread/thread/ > a39a4824fa73c721/ 2e1cc3f54f34cbf0?hl=it&q=arkeon#2e1cc3f54f34cbf0) e > prima ancora Padre Raniero Cantalamessa (http://www.assotutor.it/news/ > 2007/07-16.html,http://www.cantalamessa.org/it/articoloView.php?id=209), > ovvero persone che - come lei - con Arkeon non c’entravano nulla, che > mai lo avevano conosciuto frequentato e che probabilmente non ne > condividevano, per il poco che ne conoscevano da fuori, né tutto né > molto.
> Tuttavia anche la risposta “chi tocca arkeon muore” non è quella > giusta. Per comprenderlo basta ricordare che Martini stessa si è > definita come l’ultima di cinque “vittime”, di cui solo due (lei e la > DiMarzio) per causa indiretta di Arkeon, mentre le altre tre – di cui > cito segnatamente Silvana Radoani dell’Asaap (http://www.asaap.org/ > documenti/cesap.pdf) e Cristina Capresi del Cesap Friuli (http://www.cesap-friuli.net/node/89) - risalgono a prima del caso Arkeon e > non hanno mai avuto alcuna relazione connesso. E anche l’acrimonia che > sta crescendo sul caso Sotgia, che certo con Arkeon non ha nulla a che > vedere, dovrebbe farvi comprendere che il punto è un altro.
> Il punto ha a che vedere con ciò che da anni accade nel mondo > antisette. Quando nel suo messaggio di chiusura Martini fa esplicito > riferimento ad alcune persone (Gardini, Tinelli, Kumbaz) e enti (Aris, > Favis, Cesap), chiarisce esplicitamente che ciò che lei giudica grave > (e personalmente condivido) non sono tanto o soltanto i comportamenti > dei singoli (che pure in alcuni casi dovrebbero avere ben altra > statura), quanto la totale assenza di reazioni e prese di posizione di > associazioni del mondo antisette, che da queste persone sono > rappresentate o che queste persone conoscono e che col silenzio degli > ignavi nemmeno hanno espresso pareri opposti difendendo quei singoli.
> Si può pensare quello che si vuole (personalmente, molto male) di una > professionista come la Tinelli, che dietro le spalle “sparge veleno” > contro una collega (la DiMarzio) presso tutti gli altri colleghi, che > la “segnala” all’autorità giudiziaria e che fa lo stesso con un’altra > collega (Martini) che interviene a difesa della prima: se tutto era > morale e nobile perché non farlo pubblicamente? perché non intervenire > mai in un dibattito a cui non l’hanno sollecitata i “settaroli” di > Arkeon, ma dei colleghi? > Ma quello che mi chiedo è cosa si debba pensare di chi, di fronte a > queste modalità, non ha ritenuto di convocare un dibattito trasparente > almeno tra pari; non ha ritenuto fare chiarezza e mettere ordine in > questo guazzabuglio; non ha compreso - e qui è il punto che credo più > importante – che in gioco non c’era un conflitto tra esponenti del > mondo antisette, bensì la capacità dello stesso di cogliere le lacune > al proprio interno, la mancanza di un “codice deontologico” su come > gestire la valutazione dei “gruppi a rischio” e l’aiuto agli ex, le > relazioni con l’autorità giudiziaria, l’incapacità di darsi delle > regole per gestire conflitti interni a tutela delle persone e – in > ultima analisi – della credibilità del mondo antisette.
> Attualmente questo mondo sembra una specie di quartiere di periferia, > abitato da quattro gatti, sconosciuto dal resto del mondo che vi si > tiene alla larga, regolato al proprio interno dalla legge dell’omertà > e del più forte. E’ un mondo incapace di dialogare con studiosi e > ricercatori, percepiti come un pericolo da evitare perché hanno idee > che non si condividono, come se solo chi ha “le ferite sulla pelle” > avesse i gradi per parlare. Ma tant’è questo mondo è comunque il solo > referente disponibile sia per le persone in cerca di aiuto sia per le > istituzioni.
> Voi potreste dire “e che mi riguarda? Io voglio solo occuparmi di fare > informazione corretta su Scientology. Del mondo antisette non mi può > fregar di meno”. > Figuratevi cosa poteva fregare a me del mondo antisette, io volevo > solo fare i miei 4 seminari all’anno (quattro!) per guardare meglio > certi aspetti della mia vita e per dare ad altri la possibilità che > avevo ricevuto io di potermi specchiare e conoscere attraverso un > altro. > Poi ho capito che, aldilà dei rilievi mossi ad Arkeon, noi eravamo nel > mezzo di un’onda che veniva da prima di noi e che sarebbe proseguita > oltre noi, comunque spazzandoci via come in effetti ha fatto. Ne ebbi > conferma nel linciaggio mediatico di Cantalamessa (mosso da > Assotutor), nell’aggressione giudiziaria alla Di Marzio (mossa dal > Cesap nel silenzio pilatesco delle associazioni formalmente avvisate > dalla Tinelli), nell’attacco a Martini (idem come sopra), nel > raggelante silenzio opposto dalla Fecris e dall’Aris alla richiesta di > un semplice incontro mandata avanzata da Pietro Bono, manco si fosse > degli appestati…Mole delle modalità oggi in uso erano già state usate > nel famoso caso dei Bambini di Satana a Bologna di oltre 10 anni fa > (accuse indiziarie di presunte vittime raccolte da un’associazione > antisette che agiva come consulente della magistratura, grande clamore > mediatico prima di qualunque processo, poi il niente) e certamente > proseguiranno oltre, se indisturbate, con altri gruppi…è la stessa > storia degli Stati Uniti anni ’90. Non si parla coi settaroli (Bono), > non si parla con gli studiosi amici dei settaroli (Introvigne), non si > parla con gli apostati (DiMarzio, Martini)!
> Siamo all’accusa di apostasia quando la Gardini scrive “Quello che non > perdono a Simonetta (Martini o Guidi) è che lei fino allo scorso anno > sparava a zero su Introvigne e il CESNUR, poi la sua amica DiMarzio > che all'epoca faceva parte del GRIS anche lei sparando su Introvigne > ha DOVUTO lasciare il GRIS e guarda guarda è passata al CESNUR con > Introvigne e si è rimangita tutto quello che aveva detto sll'emerito
>> A far finta di non aver >>perso nulla. Come mi sembra fare chi qui scrive “comunque ho salvato >>tutto AS in locale…ho trovato un altro sito inglese con tanto >>materiale”…ma sì, studiamo!
Quoto quasi tutto quello che hai scritto, non concordo su questa ultima parte.
1) Nessuno ha fatto finta di non aver perso nulla 2) Ripeto: visto che "noi passanti per caso" non possiamo fare nulla per risolvere queste divergenze (e questo fatto non è parso subito chiaro a tutti, me compreso) a meno di non trarre le dovute conclusioni, si dica quale atteggiamento dovremmo tenere.
Continuare a gridare : "torna Martini" (che tanto non serve a nulla?) Oppure come ho gia' scritto, "disconnettere dalle parti" che non sosteniamo? (che sia Gardini/Martini ecc ecc?)
Altro che possiamo fare? Se non leggere i post di chi piu' è addentro alla vicenda ed usare il nostro spirito critico? Quindi se Erni ha salvato in locale il sito od io cerco in altri forum quello che non posso piu' trovare che male c'e'?
On 2 Gen, 22:34, "Giaga" <giagambes...@mondo.unii> wrote:
> Capisco il tuo stato d'animo, Simonetta, anche se onestamente ho dei forti > subbi sul fatto che l'aver reso Allarme inagibile > possa spingere le associazioni anti-sette a rivedere il loro modus operandi.
Quoto assolutamente, sì...e scrivo anche a martini. non credo che anche scrivendo alle persone che ci hai indicato possa cambiare qualcosa. a me anzi sa tanto di 'sguinzagliare persone a difenderti', prendilo con le pinze naturalmente. non è vero che ci sguinzagli, però penso tu abbia capito, cioè andiamo a scrivere a qualcuno per difenderti? è vero che te lo meriti, ma se cerchi la protezione e l'appoggio, il mio e quello di molti altri ce l'hai già, senza bisogno che scriviamo a gente che non ci conosce e che ci vedrebbe, per me, solo come persone inviate da qualcun altro. almeno.... io mi vedo così dato che le discussioni non mi hanno toccato più di tanto... fose sono arrivata troppo tardi, o forse... sarà egoismo, sarà menefreghismo, vedetela così se volete anche se non è vero, semplicemente è minor interesse verso questi problemi, io sono qui per imparare per leggere e per discutere, ecco qua. diciamo che le beghe da alcuni punti di vista non mi hanno interessato. da altri sì, soprattutto dal momento in cui hanno complicato il clima e hanno reso questo ng un po' bisticcioso e come sempre meno produttivo, ecco.
io credo, come vi ha già consigliato anche qualcun altro, che sia arrivato il momento di lavarvi i panni sporchi in famiglia... per il resto, se martini ha ritenuto opportuna questa scelta, la rispetto in quanto essere libero e ragionevole (due aggettivi tanto cari e tanto impossibili agli scientologist) che ha scelto una modalità drastica per farsi sentire... non riesco però a condividerla e non riesco ad agire come mi ha indicato e come ha indicato ad altri tramite la schermata nuova home di allarme. ci penserò in questi giorni...
Lavara i panni sporchi in famiglia dubito possa servire. Fintanto che la gente non viene messa di fornte alle conseguenze delle proprie azioni non cambierà mai niente.
Ammetto che molto del panorama antisette o di studio delle sette italico mi fà cascare le braccia. Fra chi con la scusa dello studio fà vera e propria disinnformazione per favorire la propria di setta (ogni riferimento a tradizione famiglia propietà puramente voluto), chi per raffrozare il proprio marketing religioso manda in galera innocenti, chi nel sacro furor di eiminare pericoli spara su tutto,ecc.... c'è di che preoccuparsi.
Certi soggetti dubito che cambieranno mai, la loro agenda è chiara da secoli... io spero ancora che chi sbaglia per ingenuità o per mania di protagonismo possa aprire gli occhi e darsi una regolata.
Prendo spunto dalle risposte di Max ed Enigma al mio post per aggiungere un elemento alla mia riflessione.
Come ho già detto, a me per primo non interessava granché del mondo antisette e ad essere sincero continua ad interessarmene poco in quanto tale. Aggiungo anche di condividere il fastidio per la gran mole di questioni caratteriali più che personali che trovo in questi forum. Non volevo quindi essere caustico o saccente nei confronti di Erni né di Max né di Enigma.
Ma c’è un ma, che probabilmente chi segue da poco questo NG non ha motivo di apprezzare e che io invece vorrei invitarvi a guardare, avendolo già incontrato altre volte sul mio cammino.
Enigma dice “forse sono arrivata troppo tardi, o forse... sarà egoismo, sarà menefreghismo, vedetela così se volete anche se non è vero, semplicemente è minor interesse verso questi problemi, io sono qui per imparare per leggere e per discutere, ecco qua. diciamo che le beghe da alcuni punti di vista non mi hanno interessato. da altri sì, soprattutto dal momento in cui hanno complicato il clima e hanno reso questo ng un po' bisticcioso e come sempre meno produttivo, ecco.”
Ciò che state vedendo accadere, con tizio che risponde a caio su sempronio, è sinceramente piuttosto triste e noioso. Ma ciò che lo muove, cioè il conflitto tra modi diversi di vedere il ruolo di antisette, è qualcosa di rilevante. E’ il conflitto tra fede e inquisizione, tra giustizia e giustizialismo, tra sette e antisette, tra la ricerca del bene e la sua perversione. E’ lunga negli Stati Uniti la letteratura sui rischi di un malinteso modo di combattere le sette. Spesso si è parlato di vittime dei movimenti anticult, come nel caso famoso del CAN. Tutto ciò dovrebbe interessarvi perché mette a rischio l’efficacia stessa dei movimenti anticult. Detto altrimenti, sebbene non sia piacevole e lavorato come un contributo accademico, quello che state vedendo sotto i vostri occhi è ciò che voi dite di voler studiare, in presa diretta.
Voglio essere più esplicito. Sto dicendo che “la setta” non è – se non marginalmente - qualcosa in cui “si casca” per disagio, bisogno o stupidità della vittima e per manipolazione o coercizione della setta. La setta è in ciascuno di noi. E anche se troviamo più semplice identificarlo con tratti religiosi o psicologici, ha in realtà a che vedere col bisogno di possesso degli individui, di controllo sugli altri e su se stessi, di fuga dalla realtà e da se stessi. Non c’è da stupirsi se i comportamenti che cerchiamo nelle sette li ritroviamo così spesso pari pari tra gli antisette, siano essi americani o italiani, nella chiesa cattolica o contro la chiesa cattolica. Non voglio dire “medico cura te stesso” perché l’ha già detto qualcun altro prima di me.
“Combattere contro la guerra” non è “Promuovere la pace”. “Perseguire i cattivi” non è “aiutare i buoni”. Questi modi di dire, purtroppo così in uso in questo contesto, rendono semplice addossare all’altro tutto ciò che è dentro di me, irrisolto, siano queste semplici paure e ossessioni o peggio. E questo è pericoloso. Perché ci sono sette pericolose e sette innocue; ma mentre da una setta innocua che ha perso la misura qualcuno che mi aiuta a difendermi lo trovo, è difficile trovare chi mi aiuti a difendermi da un gruppo antisette che ha perso la misura.
Chi fa lo psicologo terapeuta deve avere un suo percorso di terapia ed avere un suo terapeuta per “monitorare” non solo il proprio equilibrio ma anche la propria lucidità rispetto a se stesso e il proprio grado di proiezione all’esterno. Chi fa il prete deve avere un confessore. Chi gestisce gruppi antisette dove trova questo “limite a se stesso”? Dovrebbe trovarlo nel proprio mondo, in altri gruppi antisette, nel confronto con gli studiosi, nell’apertura e nel confronto con le persone che incontrano nelle sette. Questo invece non avviene. Perché? Perché avviene tutto “in famiglia”.
Quando Enigma dice “credo, come vi ha già consigliato anche qualcun altro, che sia arrivato il momento di lavarvi i panni sporchi in famiglia” secondo me dice qualcosa di drammatico (non me ne voglia, non ce l’ho con lei). Perché lavare i panni sporchi in famiglia è ciò che finora è avvenuto. E’ la modalità delle famiglie che hanno panni sporchi da lavare e non li vogliono lavare. E’ il modo in cui si custodisce la sofferenza, il conflitto, l’incertezza. Certo quando il vaso si rompe e certi panni sporchi vengono in piazza è un momento critico e potenzialmente distruttivo…ma è anche il segno che il vecchio equilibrio della “famiglia chiusa” non regge più ed è l’estremo tentativo dei membri di salvare la famiglia rendendola una “famiglia aperta”. Chi non lo capisce genera ulteriore sofferenza e conflitto.
Comprendo il fastidio di vedersi tirati in mezzo a cose che non interessano. Credo sia il fastidio provato da chi diceva “male ha fatto martini a tirare qui dentro arkeon” (era ignis? Non ricordo). Sinceramente è anche il fastidio mio nel vedermi tirato come arkeon in mezzo allo sgomitare di alcuni gruppi antisette o della squadra antisette o di altre persone, che per affermarsi sugli altri e giustificare la pochezza dei propri risultati nei propri rispettivi campi devono portare la testa di qualcuno, in questo caso la nostra. Senza aver mai provato a verificare se davvero c’era un branco di manigoldi o piuttosto c’era un branco di persone semplicemente superficiali o piuttosto addirittura delle brave persone con qualche mela marcia. Ma proprio qui sta il punto. Che non posso esprimere a Martini o a chicchessia la mia solidarietà e poi dirgli “lavati i panni sporchi in famiglia”. E’ come dire sono affari tuoi . E’ come dire te la sei cercata, bastava non esagerare. Ecco, non credo di esagerare quando dico che dietro comportamenti “delatori” come quello di segnalare al PM la DiMarzio, Martini e Fabia per opinioni PUBBLICAMENTE espresse si nasconde un’attitudine che tende ad intimidire la libera espressione del pensiero, a perseguire le opinioni e non i comportamenti. Un attitudine che è sempre presente nella società ma che di solito non prevale perchè trova il limite nell’attitudine democratica e civile della maggioranza. Ma quando questo non accade è il fascismo, che lentamente si afferma dietro una quantità di panni sporchi lavati in famiglia.
On 7 Gen, 20:15, cosimo <ccampidog...@libero.it> wrote:
>CUT > Comprendo il fastidio di vedersi tirati in mezzo a cose che non > interessano. Credo sia il fastidio provato da chi diceva “male ha > fatto martini a tirare qui dentro arkeon” (era ignis? Non ricordo). >CUT
no, non ero io. Ho "solo" detto che basta accennare ad arkeon per vedersi arrivare palate di fango in faccia.
> Prendo spunto dalle risposte di Max ed Enigma al mio post per > aggiungere un elemento alla mia riflessione.
> Come ho già detto, a me per primo non interessava granché del mondo > antisette e ad essere sincero continua ad interessarmene poco in > quanto tale. Aggiungo anche di condividere il fastidio per la gran > mole di questioni caratteriali più che personali che trovo in questi > forum. Non volevo quindi essere caustico o saccente nei confronti di > Erni né di Max né di Enigma.
> Ma c’è un ma, che probabilmente chi segue da poco questo NG non ha > motivo di apprezzare e che io invece vorrei invitarvi a guardare, > avendolo già incontrato altre volte sul mio cammino.
> Enigma dice “forse sono arrivata troppo tardi, o forse... sarà > egoismo, sarà > menefreghismo, vedetela così se volete anche se non è vero, > semplicemente è minor interesse verso questi problemi, io sono qui > per > imparare per leggere e per discutere, ecco qua. > diciamo che le beghe da alcuni punti di vista non mi hanno > interessato. da altri sì, soprattutto dal momento in cui hanno > complicato il clima e hanno reso questo ng un po' bisticcioso e come > sempre meno produttivo, ecco.”
> Ciò che state vedendo accadere, con tizio che risponde a caio su > sempronio, è sinceramente piuttosto triste e noioso. Ma ciò che lo > muove, cioè il conflitto tra modi diversi di vedere il ruolo di > antisette, è qualcosa di rilevante. E’ il conflitto tra fede e > inquisizione, tra giustizia e giustizialismo, tra sette e antisette, > tra la ricerca del bene e la sua perversione. E’ lunga negli Stati > Uniti la letteratura sui rischi di un malinteso modo di combattere le > sette. Spesso si è parlato di vittime dei movimenti anticult, come nel > caso famoso del CAN. Tutto ciò dovrebbe interessarvi perché mette a > rischio l’efficacia stessa dei movimenti anticult. Detto altrimenti, > sebbene non sia piacevole e lavorato come un contributo accademico, > quello che state vedendo sotto i vostri occhi è ciò che voi dite di > voler studiare, in presa diretta.
> Voglio essere più esplicito. > Sto dicendo che “la setta” non è – se non marginalmente - qualcosa in > cui “si casca” per disagio, bisogno o stupidità della vittima e per > manipolazione o coercizione della setta. La setta è in ciascuno di > noi. E anche se troviamo più semplice identificarlo con tratti > religiosi o psicologici, ha in realtà a che vedere col bisogno di > possesso degli individui, di controllo sugli altri e su se stessi, di > fuga dalla realtà e da se stessi. Non c’è da stupirsi se i > comportamenti che cerchiamo nelle sette li ritroviamo così spesso pari > pari tra gli antisette, siano essi americani o italiani, nella chiesa > cattolica o contro la chiesa cattolica. Non voglio dire “medico cura > te stesso” perché l’ha già detto qualcun altro prima di me.
> “Combattere contro la guerra” non è “Promuovere la pace”. “Perseguire > i cattivi” non è “aiutare i buoni”. Questi modi di dire, purtroppo > così in uso in questo contesto, rendono semplice addossare all’altro > tutto ciò che è dentro di me, irrisolto, siano queste semplici paure e > ossessioni o peggio. E questo è pericoloso. Perché ci sono sette > pericolose e sette innocue; ma mentre da una setta innocua che ha > perso la misura qualcuno che mi aiuta a difendermi lo trovo, è > difficile trovare chi mi aiuti a difendermi da un gruppo antisette che > ha perso la misura.
> Chi fa lo psicologo terapeuta deve avere un suo percorso di terapia ed > avere un suo terapeuta per “monitorare” non solo il proprio equilibrio > ma anche la propria lucidità rispetto a se stesso e il proprio grado > di proiezione all’esterno. Chi fa il prete deve avere un confessore. > Chi gestisce gruppi antisette dove trova questo “limite a se stesso”? > Dovrebbe trovarlo nel proprio mondo, in altri gruppi antisette, nel > confronto con gli studiosi, nell’apertura e nel confronto con le > persone che incontrano nelle sette. > Questo invece non avviene. > Perché? > Perché avviene tutto “in famiglia”.
> Quando Enigma dice “credo, come vi ha già consigliato anche qualcun > altro, che sia > arrivato il momento di lavarvi i panni sporchi in famiglia” secondo me > dice qualcosa di drammatico (non me ne voglia, non ce l’ho con lei). > Perché lavare i panni sporchi in famiglia è ciò che finora è avvenuto. > E’ la modalità delle famiglie che hanno panni sporchi da lavare e non > li vogliono lavare. E’ il modo in cui si custodisce la sofferenza, il > conflitto, l’incertezza. Certo quando il vaso si rompe e certi panni > sporchi vengono in piazza è un momento critico e potenzialmente > distruttivo…ma è anche il segno che il vecchio equilibrio della > “famiglia chiusa” non regge più ed è l’estremo tentativo dei membri di > salvare la famiglia rendendola una “famiglia aperta”. Chi non lo > capisce genera ulteriore sofferenza e conflitto.
> Comprendo il fastidio di vedersi tirati in mezzo a cose che non > interessano. Credo sia il fastidio provato da chi diceva “male ha > fatto martini a tirare qui dentro arkeon” (era ignis? Non ricordo). > Sinceramente è anche il fastidio mio nel vedermi tirato come arkeon in > mezzo allo sgomitare di alcuni gruppi antisette o della squadra > antisette o di altre persone, che per affermarsi sugli altri e > giustificare la pochezza dei propri risultati nei propri rispettivi > campi devono portare la testa di qualcuno, in questo caso la nostra. > Senza aver mai provato a verificare se davvero c’era un branco di > manigoldi o piuttosto c’era un branco di persone semplicemente > superficiali o piuttosto addirittura delle brave persone con qualche > mela marcia. > Ma proprio qui sta il punto. Che non posso esprimere a Martini o a > chicchessia la mia solidarietà e poi dirgli “lavati i panni sporchi in > famiglia”. E’ come dire sono affari tuoi . E’ come dire te la sei > cercata, bastava non esagerare. > Ecco, non credo di esagerare quando dico che dietro comportamenti > “delatori” come quello di segnalare al PM la DiMarzio, Martini e Fabia > per opinioni PUBBLICAMENTE espresse si nasconde un’attitudine che > tende ad intimidire la libera espressione del pensiero, a perseguire > le opinioni e non i comportamenti. Un attitudine che è sempre presente > nella società ma che di solito non prevale perchè trova il limite > nell’attitudine democratica e civile della maggioranza. Ma quando > questo non accade è il fascismo, che lentamente si afferma dietro una > quantità di panni sporchi lavati in famiglia.
> Cosimo
Lascio tutto il post Cosimo.
Stai facendo un discorso ad "amplissimo raggio". Non è una "critica" solo una constatazione. Abbraccia una situazione social-relazionale ancora in divenire (e credo .....per molto tempo ancora :-))))
Molto interessante e anche stimolante, ma da prendere con "le molle".
Si riallaccia in più di un modo al post di Ivanatwork.
Comunque concordo con il fatto che "i panni sporchi" NON devano solo essere lavati in famiglia, ma riguardino una "famiglia allargatissima". Circa 7.000.000.000 di esseri umani :-))
> Lavara i panni sporchi in famiglia dubito possa servire. Fintanto che > la gente non viene messa di fornte alle conseguenze delle proprie > azioni non cambierà mai niente.
> Ammetto che molto del panorama antisette o di studio delle sette > italico mi fà cascare le braccia. Fra chi con la scusa dello studio > fà vera e propria disinnformazione per favorire la propria di setta > (ogni riferimento a tradizione famiglia propietà puramente voluto), > chi per raffrozare il proprio marketing religioso manda in galera > innocenti, chi nel sacro furor di eiminare pericoli spara su > tutto,ecc.... c'è di che preoccuparsi.
> Certi soggetti dubito che cambieranno mai, la loro agenda è chiara da > secoli... io spero ancora che chi sbaglia per ingenuità o per mania di > protagonismo possa aprire gli occhi e darsi una regolata.
Carina quella dei rif. ......puramente voluti. Nella fattispecie,non posso dimenticare i collegamenti ....elettorali Italiani, mi sono veramente scompisciato dalle risate:-)). Innegabile comunque il contributo "informativo" tout-court sul panorama italiano; qualche imprecisione, per quel poco che ne so, ...ma poca cosa.
>Enigma dice “forse sono arrivata troppo tardi, o forse... sarà >egoismo, sarà menefreghismo, vedetela così se volete anche >se non è vero, semplicemente è minor interesse verso questi >problemi, io sono qui per imparare per leggere e per discutere, >ecco qua. >diciamo che le beghe da alcuni punti di vista non mi hanno >interessato. da altri sì, soprattutto dal momento in cui hanno >complicato il clima e hanno reso questo ng un po' bisticcioso e come >sempre meno produttivo, ecco.”
>Ciò che state vedendo accadere, con tizio che risponde a caio su >sempronio, è sinceramente piuttosto triste e noioso. Ma ciò che lo >muove, cioè il conflitto tra modi diversi di vedere il ruolo di >antisette, è qualcosa di rilevante. E’ il conflitto tra fede e >inquisizione, tra giustizia e giustizialismo, tra sette e antisette, >tra la ricerca del bene e la sua perversione. E’ lunga negli Stati >Uniti la letteratura sui rischi di un malinteso modo di combattere le >sette. Spesso si è parlato di vittime dei movimenti anticult, come nel >caso famoso del CAN. Tutto ciò dovrebbe interessarvi perché mette a >rischio l’efficacia stessa dei movimenti anticult. Detto altrimenti, >sebbene non sia piacevole e lavorato come un contributo accademico, >quello che state vedendo sotto i vostri occhi è ciò che voi dite di >voler studiare, in presa diretta.
Esattamente. Anche qui, come altrove, c'è la tendenza a guardarsi l'ombelico invece che inserire la cosa in dinamiche molto più ampie che la cosa contengono. E le dinamiche molto più ampie sono il modo di gestire il conflitto che inevitabilmente si crea in certe situazioni. Si parla tanto di "letto di Procuste" in riferimento alle "psicoterapie folli", ma mi sembra che non ci si soffermi mai a pensare se per caso non lo si stia applicando allo stesso modo, quando si tratta di gestire un conflitto. Un'unica ricetta buona per tutte le stagioni: che si tratti di gestire il conflitto individuo/parente/gruppo da parte di un certo associazionismo (cliente insoddisfatto = setta distruttiva; parente insoddisfatto = plagio del congiunto ecc. ecc.) o le dinamiche interne (= non mi riguarda, non immischiamoci; se la vedano da soli; è "amico/a di..." per cui si tenga quel che le viene, ecc.).
>Chi fa lo psicologo terapeuta deve avere un suo percorso di terapia ed >avere un suo terapeuta per “monitorare” non solo il proprio equilibrio >ma anche la propria lucidità rispetto a se stesso e il proprio grado >di proiezione all’esterno. Chi fa il prete deve avere un confessore. >Chi gestisce gruppi antisette dove trova questo “limite a se stesso”? >Dovrebbe trovarlo nel proprio mondo, in altri gruppi antisette, nel >confronto con gli studiosi, nell’apertura e nel confronto con le >persone che incontrano nelle sette. >Questo invece non avviene. >Perché? >Perché avviene tutto “in famiglia”.
>Quando Enigma dice “credo, come vi ha già consigliato anche qualcun >altro, che sia arrivato il momento di lavarvi i panni sporchi in famiglia” >secondo me dice qualcosa di drammatico (non me ne voglia, non ce l’ho >con lei). >Perché lavare i panni sporchi in famiglia è ciò che finora è avvenuto. >E’ la modalità delle famiglie che hanno panni sporchi da lavare e non >li vogliono lavare. E’ il modo in cui si custodisce la sofferenza, il >conflitto, l’incertezza. Certo quando il vaso si rompe e certi panni >sporchi vengono in piazza è un momento critico e potenzialmente >distruttivo…ma è anche il segno che il vecchio equilibrio della >“famiglia chiusa” non regge più ed è l’estremo tentativo dei membri di >salvare la famiglia rendendola una “famiglia aperta”. Chi non lo >capisce genera ulteriore sofferenza e conflitto.
Concordo in pieno.
Ogni famiglia ha i suoi "panni sporchi" che è bene si lavi in casa, ma quando la quantità di panni comincia a passare un certo limite, allora quella famiglia diventa disfunzionale. E non si può più tacere. Chi per noia, disinteresse, pigrizia non vuole approfondire certe tematiche farebbe anche bene ad astenersi dal dare certi giudizi. Perchè alla fine hanno il sapore di chi prentende solo, senza fare il minimo sforzo nemmeno intellettuale, di avere sempre un servizio impeccabile senza minimamente preoccuparsi se il cameriere o il cuoco vengono massacrati quotidianamente dal datore di lavoro, e si scandalizzano se giunti al ristorante trovano il personale in subbuglio e non possono gustare il loro piatto preferito. Un vero scandalo! Le vostre beghe risolvetevele tra di voi, che io DEVO mangiare e roba buona come qui non se ne trova altrove.
>Ma proprio qui sta il punto. Che non posso esprimere a Martini o a >chicchessia la mia solidarietà e poi dirgli “lavati i panni sporchi in >famiglia”. E’ come dire sono affari tuoi . E’ come dire te la sei >cercata, bastava non esagerare.
Precisamente. Martini deve solo lavorare come ha sempre fatto, darci un ottimo servizio e per il resto si arrangi. Ma Martini è un essere umano, non una macchina. I contenuti di Allarme sono presi prevalentemente dalla rete, quindi non s'è perso proprio nulla, basta usare i traduttori automatici (c'è anche stato qualcuno che l'ha suggerito, tempo addietro http://tinyurl.com/93gxb9 e vi consiglio di leggere attentamente questo post anche collocandolo nel contesto del periodo - con questo rispondo anche a Erni che in altro post dice che io prenderei troppo alla lettera la parola "guerra", mentre i proclami guerreschi di certa gente che vuole fare irruzione alle riunioni private degli scient sarebbero da intendere in tono scherzoso).
Il valore di Allarme in realtà è nel surplus UMANO che c'è dietro, quello che rende leggibile ciò che i traduttori automatici non sanno fare, quello che riunisce in un unico archivio una quantità stratosferica di roba proveniente da mille fonti diverse. Se quel surplus umano non viene adeguatamente protetto, in special modo da chi sarebbe chiamato a farlo (associazionismo) allora i panni vanno veramente lavati in pubblico. I due episodi "Gardini" sono stati soltanto il trabocco di un vaso fin troppo pieno e di "panni sporchi" che ormai arrivano al soffitto.
On 7 Gen, 20:15, cosimo <ccampidog...@libero.it> wrote:
> Non volevo quindi essere caustico o saccente nei confronti di > Erni né di Max né di Enigma.
Non mi è sembrato, tranquillo, a me perlomeno no....
> Ma proprio qui sta il punto. Che non posso esprimere a Martini o a > chicchessia la mia solidarietà e poi dirgli “lavati i panni sporchi in > famiglia”. E’ come dire sono affari tuoi . E’ come dire te la sei > cercata, bastava non esagerare.
Non si è capito il ragionamento del mio discorso, cosa che invece martini ha capito benissimo credo. Non intendo in nessun modo dire quel che tu hai scritto nell'ultima riga, ci tengo a precisarlo perchè mi mettersti in bocca pensieri neanche lontanamente pensati!! Non saprei nemmeno che cosa si sarebbe cercata martini!!... nel senso che come dicevo già prima, chi come me (e secondo me non sono l'unica!) viene qui per discutere e magari da poco tempo, non ha capito nemmeno cos'è successo e fatica a seguire il filo abbastanza litigioso dei discorsi :-) Quello che intendevo è che poichè il clima si sta deteriorando e come ha scritto ancora martini, anche alcuni spunti interessanti di riflessione vengono bypassati - e secondo me questo ambiente al momento non produttivo è in parte la causa di questo - secondo me sarebbe più logico e... 'pratico' che chi ha avuto problemi con qualcun altro cerchi in queste persone gli interlocutori più precisi. Non mi sembra un'eresia. mi sembra anche una soluzione ragionevole. Vero anche che è giusto dal momento in cui certe cose sono successe in ng pubblici rendere pubbliche le discussioni fra i membri coinvolti, però... mi pare che a lungo andare le posizioni non si spostino di una virgola e che il clima appunto ne stia risentendo abbastanza.
sembrerà che questo pozzo (come lo ha saggiamente e poeticamente definito qualcuno) che era allarme, e che è fatto anche in parte da questo ng, mi mi serva solo per bere e andarmene senza dire neanche grazie. non è questo il punto, mi sembra di rispettare e di voler conoscere, anche umanamente per quanto permesso dal mezzo informatico, le persone. scusate se passo per ignorante o menefreghista, ma a me interessa di più approfondire conoscenze e trovare persone, come è successo anche in pvt, disposte al dialogo e all'aiuto.
questo intendo con lavare i panni sporchi in famiglia. non è un arrangiati, un te la sei cercata (che cosa?), non dovevi esagerare (in che??? non faccio apposta) piuttosto un: MA CHE CI POSSO FARE IO? sempre perchè i dubbi riguardo all'azione trasversale di protesta ;-) li ho già espressi..... mi sento impotente, ecco qua....
> rettifico con amarezza, vista la risposta che martini ha dato, credo > non abbia capito nemmeno lei. > ciao a tutti
Cara Enigma. Credo di aver compreso ciò che vuoi dire. E, se posso permettermi, credo che anche Martini abbia capito. Immagino che non sia semplice entrare in un NG, trovarci un gran casino e sentircisi tirata in mezzo senza neanche capire perché e con quali responsabilità. Non è assolutamente questo il mio intento, non è a te che mi rivolgo anche se sono tue le parole che ho commentato. Le ho scelte perché credo diano voce a un pensiero che si muove nelle pance di molti che magari sono ben più addentro alle cose. Non è mia intenzione, per quello che può valere, giudicarti o respingerti. Ti ringrazio anzi per la franchezza con cui parli. Per cui ti prego ancora una volta di accettare le mie scuse e di non desistere dal partecipare a questo NG, come mi sembra di percepire dal tuo post.
Da queste premesse, posso e voglio tornare sul tema dei panni sporchi.
Osservando questo ambiente antisette, ho trovato quello che si trova in effetti ovunque: gente in conflitto, che cerca nel migliore dei casi di convincersi reciprocamente, nel peggiore di abbattersi. Questo vale per i settaroli quanto per gli antisette. In questo senso, la “razionalità” che vedo spesso invocata assomiglia tanto a “una tech superiore” :-). Con tutta questa razionalità, vedo i rappresentanti di una stessa “fazione” dividersi e confliggere su tutto. Vedere che gli anticult italiani del 2000 commettono gli stessi errori degli anticult americani dei ’90, che commettevano gli stessi errori degli inquisitori cattolici del 1200, mi conferma che la razionalità è un metodo che non cambia le persone che lo usano.
E allora i panni sporchi.
Non ci sono panni sporchi. Ci sono panni costosi da lavare. Dolorosi. Panni che a volte ci paiono mostruosi, inconfessabili. Ma non è così. I panni miei di solito sono molto simili ai tuoi, e quando anche sono diversi non sono per me più puliti di quanto i tuoi lo siano per te. Portiamo dentro lo stesso cruccio. Lavare i panni sporchi in famiglia, custodire con chi già lo conosce il mio segreto, lo rende ancora più inconfessabile, mi separa dagli altri che non lo condividono, mi fa arrossire ogni volta che il discorso sfiora quel tasto anche se gli altri non lo sanno. L’alternativa non è avare i panni sporchi in piazza: il dolore e la vergogna richiedono amore. L’alternativa è lavare i panni sporchi INSIEME. Insieme con chi non li ha mai visti, ma a cui sento di poterli affidare. Magari con chi penso non possa capire ma possa comunque rispettare. Infine, se mi sento pronto e se vi trovo un senso, lavare i panni anche insieme a chi li ha sporcati, perché ciò restituisce la libertà tanto a me quanto all’altro. Se si condivide questo, si può forse condividere anche la possibilità di lavare i panni sporchi insieme a tutti i 7.000.000.000 di persone. Perché chi non lava i panni sporchi insieme continua a portarne dentro il dolore e spesso, se non è davvero un gigante di pietra, finisce per pretendere che siano gli altri a lavare i panni suoi. Fuori di metafora, vedere fuori di me tutto ciò che porto dentro di me. Proiettare.
Perché ho fatto qui tutto sto pippone? Perchè da quel che vedo, il mondo antisette è un mondo di ex (ex scientology, ex tdg, ex ….), che si fanno da sé, a volte con titoli a volte senza, ma che operano in un mondo delicatissimo al di fuori di “una scuola”. E in questo tipo di mondo, chi non ha un forte percorso personale alle spalle rischia facilmente di far danni. Tanti hanno detto di Arkeon che “a occuparsi dei vissuti personali si rischia di far danno”. Perché a occuparsi di sette no? Ma voi di Akeon non eravate psicoterapeuti. Perché gli antisette di solito lo sono? Se guardo al mondo antisette nel suo complesso, non posso non notare come l’intransigenza, la ricerca della lotta e l’apriorismo intellettuale che manifesta all’esterno verso i “gruppi strani” sono gli stessi che manifesta all’interno verso i propri membri. Quale che sia il giudizio di ciascuno, è un fatto che la Tinelli è entrata in conflitto con la Radoani, la Caparesi, la Santovecchi, la DiMarzio e Martini; ma è un fatto che ci sono conflitti anche tra la Gardini e Matini, tra Sotgia e Martini. Con Introvigne non si parla, la Di Marzio ha cambiato idea, Martini è un’apostata. Per forza che poi con quelli di Arkeon non ci parla né l’ARIS né il GRIS né nessun altro. Davvero qualcuno non vede che c’è bisogno di lavare un po’ di panni in Danimarca?
Io credo che in questo ambito ci sia tanta improvvisazione, tanta presunzione e a volte anche un po’ di cattiva fede. Più meno com’era in Arkeon, direi :-) Ma mi chiedo perché - e lo dico molto sommessamente e con grande rispetto - chi è in buona fede non apra una discussione pubblica. Io sogno un bel dibattito in una stanza comunale con le persone di cui sopra, Introvigne, Aletti, Risè etc..etc..a parlare e condividere i problemi, i limiti e i diversi punti di vista di chi lavora in questo settore. E se questo non è possibile o non c’è la disponibilità di tutti, perché chi ha buona volontà non inizia in pubblico, con cautela ma anche con chiarezza, a raccontare i tanti segreti di pulcinella che agitano il mondo anticult. Offrire a se stessi e al mondo la trasparenza che si invoca da Scientology. Non lo si farebbe per un principio di giustizia. Non lo si farebbe neanche per gli altri. Lo si farebbe per se stessi.