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Assemblea generale di Altamarea al Pacinotti - la strategia, le cose fatte e quelle da fare
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Altamarea Taranto  
Vedi profilo  
 Altre opzioni 2 Feb, 11:26
Da: Altamarea Taranto <altamareatara...@gmail.com>
Data: Tue, 2 Feb 2010 11:26:57 +0100
Locale: Mar 2 Feb 2010 11:26
Oggetto: Assemblea generale di Altamarea al Pacinotti - la strategia, le cose fatte e quelle da fare

 Comunicato

Comunicato stampa

 Altamarea si riunirà in assemblea generale mercoledì 3 febbraio alle ore
17.30 all’ITIS Pacinotti (via Lago Trasimeno a Taranto) per fare il punto su
quanto è stato fatto e su quanto resta ancora da fare.

 L’assemblea è aperta a tutti i cittadini e prevede il dibattito con tutti i
volontari che desiderano far parte di Altamarea e dei suoi gruppi di lavoro
(giuridico, medico, tecnico e comunicazione).

 I lavori saranno introdotti da Alessandro Marescotti che proietterà alcuni
video per documentare come nell’Ilva e nell’area industriale continuano le
emissioni anomale di fumi e sostanze inquinanti.

 Leo Corvace esporrà le proposte di Altamarea per la drastica riduzione
delle emissioni nell’ambito dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.

 Alessia Gira illustrerà il programma del gruppo comunicazione di Altamarea,
a partire dal sito web che dovrà favorire i gruppi di lavoro e la
condivisione delle informazioni.

 Infine l’avv. Antonio Lupo illustrerà le osservazioni critiche di Altamarea
sul nuovo piano regionale di qualità dell’aria, che presenta delle carenze.

 Altamarea vuole diventare sempre più un movimento per la partecipazione
popolare ai temi della salute e dell’ambiente.

Altamarea ringrazia il Centro Servizi per il Volontariato di Taranto per il
costante aiuto che fornisce.

 COSA E’ STATO FATTO

Dopo la grande marcia per l’ambiente del 28 novembre, Altamarea non ha
smesso di lavorare ed è riuscita a fare dieci cose importanti:

   1.

   ha incontrato il sindaco di Taranto ottenendo la sua disponibilità a
   richiedere ad Arpa e Dip.prevenzione Asl l’individuazione della fonte
   dell’inquinamento da benzo(a)pirene in particolare del quartiere Tamburi
   2.

   ha richiesto al sindaco un consiglio comunale monotematico sull’ambiente
   esteso ai parlamentari dell’area jonica e alla società civile;
   3.

   ha denunciato il cattivo funzionamento dell’impianto di depolverazione
   secondaria dell’Acciarieria 2, appena inaugurato, tramite l’ausilio di
   documentazione foto e video su Youtube; il tutto ha costretto l’Ilva ad
   ammettere pubblicamente le criticità di una “falsa partenza”;
   4.

   ha ottenuto da Asl, Arpa e Università di Bari lo screening su 300
   cittadini per verificare l’esposizione a metalli pesanti e diossina;
   5.

   ha ottenuto dall’Arpa un controllo sulla provenienza della diossina che
   si deposita sulle masserie inquinate, mediante il sistema wind-select; i
   campioni dovranno essere analizzati nei prossimi giorni e consentiranno
   all’Arpa di rispondere a questa domanda cruciale per la magistratura: da
   dove viene la diossina che si è depositata nelle masserie?
   6.

   Ha richiamato l’attenzione sulle fotografie di emissioni fuggitive dagli
   elettrofiltri del camino e-312 dell’Ilva; questo dato fotografico potrà
   essere acquisito dalla magistratura ed è importante perché documenta
   “sbuffi” contenenti polveri (potenzialmente con diossina) che possono
   direzionarsi “a bassa quota” sulla città e sui campi circostanti;
   7.

   ha sollevato il problema dell’assenza di controlli routinari sulla
   diossina nelle carni di Taranto nei macelli pugliesi, richiedendo alla
   Regione di effettuarli così come era stato concordato dal tavolo tecnico
   antidiossina nell’agosto 2009;
   8.

   ha ottenuto la “sconfessione” da parte del ministero dell’Ambiente della
   commissione IPPC che aveva redatto un parere “morbido” sull’Ilva nell’ambito
   della procedura AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale);
   9.

   ha inviato proprie osservazioni critiche sul parere della commissione
   IPPC per l’Ilva nell’ambito della procedura AIA (Autorizzazione Integrata
   Ambientale);
   10.

   ha proposto il “modello Brescia” per la condivisione mensile dei dati
   aggiornati dell’inquinamento industriale fra aziende, Arpa, enti locali e
   società civile.

 LA STRATEGIA

Riteniamo che su questa strada debba proseguire: vogliamo far sentire agli
inquinatori il “fiato sul collo” dei cittadini. Lo dobbiamo fare in modo
mirato, con estrema precisione, con la massima documentazione e con una
costanza implacabile, senza fermarci mai. Per questo è necessario ottenere
dai cittadini e dai lavoratori informazioni costanti, dettagliate, corredate
da foto e filmati che metteremo sul web.

 Gli inquinatori vanno filmati, fotografati, smascherati senza sosta. Solo
con questo sforzo costante di attenzione dell’opinione pubblica si riuscirà
a imporre la questione ambientale al centro delle scelte politiche e
industriali.

 I CITTADINI ECOSENTINELLE

Per tenere alta l’attenzione Altamarea vuole organizzare un sito web
“aperto” ai cittadini attivi in cui quotidianamente decine di ecosentinelle
elettroniche siano puntate sull’area industriale con cellulari, webcam,
telecamere ecc.

Il cielo di Taranto non deve più essere sporcato da nubi inquinanti e
punteremo la nostra vigilanza su tutti i camini e gli impianti che
avvelenano la città.

 L’AZIONE DEI POTERI PUBBLICI

Altamarea condivide pienamente le dichiarazioni del Presidente della Corte
d’Appello di Lecce dott. Mario Buffa che ha ritenuto poco soddisfacenti i
risultati in campo ambientale. Il dott. Buffa aveva dichiarato: “Non
condivido che la vigilanza dei pubblici poteri debba essere moderata e
ragionevole; quando è in gioco la salute di intere collettività la
vigilanza, se occorre, dev’essere anche invadente e petulante”.

E’ in base a queste dichiarazioni che richiediamo a Comune, Provincia e
Regione di incidere maggiormente sull’Autorizzazione Integrata Ambientale. I
loro tecnici devono “puntare i piedi” e chiedere la piena applicazione dei
punti “imprescindibili” inviati al Ministero dell’Ambiente dai sindaci di
Taranto e Statte e condivisi con le associazioni. Fra questi punti
imprescindibili c’è il campionamento continuo della diossina, che in sindaco
di Taranto ha richiesto formalmente al Ministero dell’Ambiente.

 IL CENTRO AMBIENTE E SALUTE

Chiederemo un incontro con i dirigenti della Asl di Taranto perché venga
raddoppiato il laboratorio antidiossina di Taranto ponendolo nella
condizione di analizzare anche gli alimenti. Vogliamo che a Taranto prenda
forma quel Centro Ambiente e Salute, collegato all’Università e dotato di
eccellenti collaborazioni, di cui da tempo parla il prof. Giorgio Assennato,
direttore generale dell’Arpa Puglia. In tal modo nell’Ospedale Testa di
potranno unificare sinergicamente le competenze di chi opera nel settore
Salute e di chi opera nel settore Ambiente. Un Centro Ambiente e Salute
posto di fronte all’area industriale, nell’Ospedale Testa, è in grado di
effettuare controlli diretti, rapidi ed efficaci sulle emissioni, riportando
l’area ad una condizione di normalità. Alla Asl chiederemo un impegno in tal
senso, con uno sforzo che deve essere adeguato e determinato al servizio
della collettività, mentre alla Regione chiediamo di bandire nuovi concorsi
per dotare tale Centro di adeguato personale.

 L’ENI

Abbiamo in programma una mobilitazione di pressione sull’ENI perché non
venga attuato il potenziamento della centrale Enipower e perché non si
proceda alle trivellazioni in mare.

 IL RUOLO DELLA MAGISTRATURA

Ma chiediamo anche alla magistratura di fare di più, a partire dalla
individuazione di chi ha inquinato con la diossina i campi, gli animali e la
catena alimentare.

Non dovrebbe essere difficile, eppure siamo in una situazione di stallo. La
magistratura dovrebbe anche verificare se i reati per cui l’Ilva è stata
condannata (diffusione di polveri dal parco minerali e di gas tossici dalla
cokeria) vengono attualmente reiterati o no.

 LA FONTE DEL BENZO(A)PIRENE

Vogliamo nei prossimi che partano effettivamente i controlli
“ventoselettivi” dell’Arpa sul benzo(a)pirene per capire chi inquina il
quartiere Tamburi con questo potente cancerogeno. Incontreremo il
Dipartimento di Prevenzione dell’Arpa perché elabori la documentazione
tecnica necessaria al sindaco per emettere un’ordinanza preventiva che
imponga alla cokeria di non superare limiti di emissione di benzo(a)pirene,
prevedendo opportune prescrizioni (come la “cottura lenta” del coke).

 L’INFORMAZIONE DELLA POPOLAZIONE

Vogliamo che ogni mese tutti io dati di tutti gli inquinanti vengano
condivisi con la popolazione sul Modello Brescia, ottenendo la sommatoria di
tutti i camini e potendo così conoscere se l’impatto inquinante sull’aria e
sull’acqua sta diminuendo o no, dati alla mano.

Questo impegno deve diventare centrale in un Consiglio comunale
monotematico, che richiediamo urgentemente.

 IL RUOLO DEI PARTITI POLITICI

Le elezioni regionali dovranno essere un’occasione per sapere cosa i
candidati hanno fatto fino a ora per l’ambiente e la salute e cosa
propongono in concreto.

A tutte le parti politiche chiediamo di impegnarsi, in modo trasversale,
perché si effettui il campionamento continuo della diossina.

A tutti i partiti chiediamo l’eliminazione dal Codice dell’ambiente del
vergognoso limite di 10.000 nanogrammi di diossina a metro cubo
sostituendolo con il limite europeo di 0,4.

 Per Altamarea

Mino Briganti

Simona Carone

Leo Corvace

Paola D’Andria

Pierpaolo Fiume

Alessandro Marescotti

Piero Mottolese

 Si prega nel comunicato di mettere solo la sigla ALTAMAREA.

--
Altamarea
Coordinamento cittadini e associazioni
Grande marcia contro l'inquinamento
28 novembre 2009


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